Analisi di spettro
I crossover possono essere attivi o passivi. La ragione per cui si possono preferire i passivi, oltre a quanto già detto, é la possibilità di configurare sistemi complessi intervenendo su ogni singolo altoparlante con precisione.
Purtroppo o per fortuna il nostro
orecchio, per quanto sofisticato e sensibile possa essere, é ben lungi
dall'essere uno strumento di misura. Per intervenire con precisione
possiamo utilizzare l'analizzatore di spettro audio. Lo strumento è
capace di dividere la banda audio 20-20.000 hz in trenta parti e farci
osservare i livelli di ogni singola parte con precisione fino ad un
decibel. Stiamo parlando dell'analisi di spettro a terzi di ottava.
Per
avere un segnale costante, da applicare al sistema in analisi, si usa il
rumore rosa. Il rumore rosa è un segnale che contiene in modo
casuale tutte le frequenze da 20hz a 20 Khz con livello costante per
ottava. Applicando allo strumento un rumore rosa attendibile si ottiene
una linea retta.
La prima foto mostra
l'Audiocontrol SA 3050A mentre analizza il rumore rosa, generato dallo
stesso apparecchio. La misura é fatta a 91 dB-SPL con precisione di tre
Decibel. Ma se spingiamo la precisione ad 1 dB, seconda figura, ... possiamo anche
cercare "il pelo nell'uovo"!

Come già visto noi riusciamo appena a distinguere differenze di tre dB, figuriamoci con un solo dB! La terza foto in basso mostra l'analisi fatta su di un sistema multivia e subwoofer. Questa volta ho usato un CD test con traccia rumore rosa che é stata letta dalla sorgente per poi essere riprodotta dagli altoparlanti, la rilevazione delle frequenze è stata fatta a 92 dB SPL e risoluzione 3 dB, usando il microfono calibrato di cui l'Audiocontrol é dotato.
Iniziamo
da sinistra dove sono poste le frequenze più basse, precisamente
l'ultima colonna e centrata sui 25 hz. I primi tre punti evidenziano
l'intervento del subwoofer, il terzo verso destra é posto a 40 hz
frequenza alla quale il sub é filtrato. Di seguito possiamo osservare
il rapido fronte in salita determinato dal midwoofer, quest'ultimo é
filtrato da 50hz a 800hz e presenta il classico buco a 250 hz per poi
risalire fino a sommarsi al medio. Il medio é un componente a cono il
cui intervento é ben
evidente tra 1000 e 3000 hz, per poi scendere rapidamente grazie al filtro a 12 dB
e sommandosi al tweeter rende la gamma alta molto lineare ( sono i 4 punti
sulla stessa linea da 5 Khz a 10 Khz). E' osservabile il punto
immediatamente successivo posto a 12,5Khz che é determinato dalla
cupola in polipropilene del tweeter, il quale riesce ad esprimere
qualcosa anche ai fatidici 20 Khz.
Nota: il microfono e stato posto nella posizione d'ascolto lato guida e orientato verso avanti. L'intervento del subwoofer, considerato che la misura andava fatta con auto ferma é stato limitato al 30%, una regolazione normale avrebbe portato la gamma di competenza fuori scala e sarebbe stata scambiata per un bel buco di frequenza.
Vi state
chiedendo se esiste la curva ideale? La risposta é NO! Esiste però una
regola accettata: fra le frequenze adiacenti non devono esserci
scostamenti superiori ai tre decibel. Ritorniamo alle figure, l'ultima
mostra i due punti in questione, infatti, come detto sopra la
risoluzione é stata posta a tre decibel. Questo significa che tra i
punti appena più alti o bassi esiste una differenza di soli tre
decibel, cosa che non si verifica alle frequenza indicate dalla linea
bianca.
