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Crossover passivi

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I crossover passivi o, se preferite, filtri audio sono assemblati con parti elementari.

Induttori, condensatori e resistenze sono le principali, poco altro può essere aggiunto ed in ogni caso sarebbe di secondaria importanza.

Componenti semplici e complessi allo stesso tempo, i crossover possono fare la differenza, fra un sistema ben "suonante" ed un "complesso scordato".

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Noi ci occuperemo della realizzazione pratica di un filtro audio a due, tre o più vie e di come è possibile correggere la risposta audio del sistema ampli-crossover-altoparlanti. 

Per una migliore comprensione di quello che seguirà vi consiglio la lettura del tutorial reperibile dal sito: www.passivecrossovers.com grazie e complimenti all'autore.

Vi suggerisco anche di leggere la nostra guida all'uso corretto di Cross PC.

  • Quando e perché usare un crossover passivo?
    • Budget limitato: con un singolo amplificatore potrete pilotare tutto il fronte anteriore, qualsiasi sia il numero degli altoparlanti, (woofer, medi, tweeter ).
    • Quando il suono che il sistema restituisce, non vi soddisfa nonostante abbiate usato componenti (intendo altoparlanti, amplificatori ecc.) di buona qualità.
    • In tutti quei casi dove è necessario correggere la risposta in frequenza di uno o più altoparlanti, in altre parole è necessario filtrare, attenuare o esaltare parte dello spettro audio.

I crossover passivi sono motivo di soddisfazione e disperazione di tanti installatori, cerchiamo di capire quali sono i vantaggi e i difetti.

La funzione principale di un crossover passivo, senza dubbio, è di dividere e destinare ad ogni singolo altoparlante le frequenze che quest'ultimo dovrà riprodurre. Ad esempio: ad un tweeter, il crossover destinerà le frequenze da 5000 hz a 20000 hz (i toni alti).

Questa non è la sola opportunità di intervenire sul funzionamento del tweeter. Infatti, se a causa delle caratteristiche intrinseche dell'altoparlante che stiamo filtrando certe frequenze sono esaltate o attenuate. Variando opportunamente il valore o aggiungendo ulteriori elementi al crossover, possiamo riallineare la risposta audio del sistema.

Quindi, i crossover passivi, oltre a rappresentare una soluzione economica, per la realizzazione di un impianto car-stereo, sono una valida risposta per quei casi in cui c'è una effettiva difficoltà di installazione. Mi riferisco, per esempio, alle predisposizioni originali dell'auto: non sempre queste sono realizzate in punti che, possono favorire sia la stereofonia che l'esatta altezza del fronte sonoro.

L'aspetto negativo dei crossover passivi, se tale può essere definito, è rappresentato da un'oggettiva difficoltà di messa a punto. Tuttavia, l'esperienza sul campo e l'uso di adeguati strumenti di misura ripagano ampiamente delle difficoltà superate.

Oltre ai crossover passivi esistono i crossover elettronici, a differenza dei primi che lavorano su segnali amplificati (a valle dell'amplificatore), quest'ultimi operano sui segnali preamplificati (a monte degli amplificatori) provenienti dalla sorgente.
Come i "passivi", i crossover elettronici smistano i suoni su più vie ma a fronte di una facile regolazione, c'è un prezzo da pagare, e cioè: se, per esempio, decidete di realizzare un fronte anteriore a tre vie (alti-medi-bassi) sarete costretti a utilizzare tre amplificatori. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che, i crossover elettronici non hanno la capacità di correggere la risposta in frequenza degli altoparlanti. Questo non esclude il fatto che si possano realizzare ottimi impianti, anche con crossover elettronici però, in fase di scelta degli altoparlanti bisognerà selezionarli con particolare cura, badando sopratutto al loro abbinamento.

C'è un solo caso in cui non si può rinunciare all'uso di un crossover elettronico, naturalmente mi riferisco al pilotaggio dell'amplificatore destinato al sub woofer. Infatti oltre a consentire il raggiungimento di una precisa frequenza di taglio (frequenza di crossover), l'uso di un "elettronico", pone l'amplificatore nelle migliori condizioni per pilotare il sub woofer: al massimo della potenza!
Se poi siete convinti sostenitori del crossover passivo a tutti i costi, nulla vieta di pilotare tutto l'impianto con un solo amplificatore, subwoofer compreso! Alcuni amplificatori consentono il collegamento TRI-MODE, proprio per permettere tale configurazione con subwoofer mono bobina. Dato per scontato il fatto che l'amplificatore sarà più che autorevole, la particolare configurazione impone, una precisa taratura dell'impianto e prove effettuate anche con auto in movimento. Infatti, è proprio in gamma bassa che, i rumori generati dall'auto in movimento, vanno a incidere pesantemente.

Approfondiamo la conoscenza dei crossover esaminando i singoli "pezzi" che li compongono, i componenti dei crossover.

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