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Acustica in auto

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Acustica in auto

Negli ultimi anni, dopo aver migliorato sorgenti, amplificatori, altoparlanti ed avere introdotto circuiti di elaborazione digitale in grado di processare miliardi di dati al secondo, le aziende che operano nel settore car audio stanno affrontando e cercando di risolvere il vero problema: l'acustica dell'abitacolo.
Le soluzioni possibili passano per due strade principali ma esiste anche una terza via della quale ci occuperemo in questo articolo.

  • Gli studi fatti sull'acustica di un abitacolo e sue reazioni alle sollecitazioni del fondo stradale piuttosto che al suo isolamento dai rumori esterni hanno permesso, quando ce ne sia stata la volontà, di migliorare quello che i costruttori di automobili hanno da sempre chiamato Confort. Quindi, guardando al mercato automobilistico e leggendo riviste specializzate si tratterebbe di prendere l'auto col miglior confort e provare a capire se è davvero possibile ottenere un impianto degno di essere definito "di qualità superiore" (lasciamo stare il termine Hi-Fi che porterebbe a delle interpretazioni errate).
  • Posto che non tutti ci possiamo permette la migliore vettura sul mercato in fatto di confort, perché non cercare di migliorare l'impianto di bordo, magari rendendolo capace di auto-regolarsi sull'acustica dell'abitacolo? Ebbene, è quello che hanno fatto in casa Blaupunkt con l'equalizzatore DSA Max Link rimosso perché obsoleto .
  • Personalizzare l'impianto e la collocazione degli altoparlanti in abitacolo su uno specifico modello di auto, quindi con l'ausilio di elettroniche digitali rendere l'impianto di bordo capace di reagire al variare delle condizioni di ascolto. E' quello che fanno i tecnici della Bose e sul loro sito internet spiegano come Link rimosso perché obsoleto . E se unissimo una delle vetture con il miglior confort ed uno dei progettisti audio più affermati? Cosa ne verrebbe fuori? Semplice: ne verrebbe fuori una Lexus Mark Levinson Link rimosso perché obsoleto.

Dunque, è tutt'altro che banale preoccuparsi dell'acustica del nostro abitacolo! Nella stesura di questo articolo mi è capitato di leggere uno scritto molto interessante del quale vi riporto qui un paragrafo.

Io ricordo spesso ai miei clienti la frase di un celebre direttore d’orchestra: "All’aperto si gioca solo a bocce!". L’ambienza, nella produzione e quindi nella ri-produzione della musica, è dunque fondamentale. E’ un pilastro portante; senza ambienza non v’è inviluppo armonico, non v’è ricchezza e pienezza di sonorità, non v’è respiro e l’orecchio si ribella perché sente che è stato defraudato di qualcosa. Pertanto, primo punto basilare nella sistemazione di un impianto di riproduzione, è il far si che a "suonare" non sia l’impianto, ma la stanza!
Paragrafo citato da Lorenzo Zen Link rimosso perché obsoleto

La faccenda si complica perché, a ben vedere l'ordine con il quale è necessario procedere, bisognerebbe prima conoscere l'ambienza del nostro abitacolo e poi agire di conseguenza scegliendo di installare un impianto adeguato. Purtroppo per noi non è possibile conoscere a fondo come reagirà il nostro sportello se montiamo il woofer X piuttosto che il woofer Y e non possiamo nemmeno sapere, se non in modo approssimativo, cosa ne sarà delle nostre amate frequenze basse o dei dettagli in gamma media e loro posizione nello stage.
Non facciamoci, quindi, illusioni perché l'impianto a botta sicura è una eventualità molto remota. Non dobbiamo, però, nemmeno arrenderci alla prima difficoltà e perseverare fino a quando non saremo soddisfatti del risultato. Non si tratta di ottenere il meglio ma quello che a noi appare ideale.

Ma cos'è l'ambienza?

L'ambienza secondo Bose è "la porzione di suono risultante dal riverbero generato dall'ambiente circostante piuttosto che direttamente dalla sorgente audio". Possiamo anche aggiungere, "le distintive caratteristiche acustiche di un dato spazio, riverberazione e prime riflessioni" dove per riverberazione intendiamo il "persistere di un suono dopo che la sorgente ha cessato di emetterlo".

Possiamo, quindi, affermare che l'ambiente in cui un evento sonoro ha luogo è in grado di modificare il messaggio da noi percepito. Fin qui nulla di nuovo ma vi siete mai chiesto, se e quando ascoltate il vostro impianto, avete mai tenuto conto dell'influenza dell'ambiente sul risultato finale? Probabilmente si, ne avete tenuto conto e forse ne siete consapevoli, ma avete mai cercato assecondare l'acustica della vostra auto piuttosto che cercare di modificarla? Certamente è possibile fare entrambe le cose ed, entro certi limiti, modificare l'acustica. La resa globale, però, non potrete modificarla perché dovrete per forza assecondarla. La vostra auto ha delle dimensioni non modificabili, ha una sua acustica generale che va a modificare il segnale originale nella sua totalità. Non stiamo parlando di dettagli e non è su quelli che dovrete concentrarvi ma chiudere gli occhi e ascoltare.
Dovete percepire lo spazio che sta intorno a voi come un tutt'uno nel quale il messaggio sonoro si fonde e acquista dimensione quindi riverbero, ambienza.
Il fronte sonoro dev'essere stabile ma non arido, la voce dei cantanti perfettamente individuabile, i suoni ambientali (le tastiere ad esempio) devono trovare spazio davanti e dietro di voi, i suoni direttivi (collocati sugli acuti) devono essere riprodotti e uditi senza che possiate individuare la loro origine, cioè i vostri tweeters. La gamma bassa dev'essere riprodotta con precisione e dettaglio, non è il subwoofer che vi regalerà una gamma bassa piacevole da ascoltare ma i medio-bassi del vostro fronte anteriore. 

Ormai mi sono avventurato in questa immane impresa e cercherò di andare fino in fondo e devo riconoscere che è parecchio complicato riuscire a fornire indicazioni esattamente riconoscibili dal momento che sto cercando di mettere per iscritto ciò che NON può essere scritto ma dovrebbe essere ascoltato.

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