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L'alternativa ai crossover passivi è l'uso di un crossover attivo o elettronico. 

Il crossover attivo tipicamente accetta uno o due ingressi provenienti dalla sorgente e restituisce in uscita, tanti segnali quante sono le vie del sistema da amplificare. La maggior parte dei crossover attivi sono configurabili entro certi limiti. Ad. es. possiamo avere un crossover a 4 vie + subwoofer che però possiamo anche configurare a 3 vie + subwoofer, ma esistono tante altre variabili da valutare caso per caso. Tutte le configurazioni possibili impongono la necessità di usare tanti amplificatori quante sono le vie che stiamo usando. Ritornando all'esempio sopra, se configuriamo un 4 vie + sub saranno necessari 5 amplificatori e nel caso del 3 vie + sub ne saranno necessari 4. Certamente è possibile usare anche amplificatori a 4 canali, ma senza crossover incorporato o con crossover escludibile.

Cosa offre l'uso del crossover attivo? 
  1. La possibilità di variare, entro certi limiti ed in qualsiasi momento, le frequenze d'incrocio tra i vari altoparlanti. Naturalmente ciò non significa che tutti i santi giorni dobbiamo variare le regolazioni in base al nostro umore! Piuttosto, è facilitata la fase di messa a punto anche quando, dopo un breve periodo d'ascolto, desideriamo affinare la timbrica del sistema.
  2. La possibilità di usare amplificatori specializzati sulla gamma audio che a loro sarà deputata. E' opinione comune, che ogni amplificatore ha un suo timbro ed è in grado di trattare con miglior disinvoltura una parte dello spettro audio. Dividendo lo spettro audio in tre parti principali, gamma alta, media e bassa; può essere una scelta vincente assegnare ad ognuna delle gamme un amplificatore considerato particolarmente adatto a riprodurla. Ad es. Harman Kardon per gamma media, Soundstream per gamma alta e Zapco per gamma bassa, infine un bel HV16 per il subwoofer.

E' facilmente intuibile che la scelta "attiva" comporta un maggiore esborso di risorse economiche ma ci tengo a ribadire un concetto più prettamente audiofilo: nelle configurazioni attive la qualità del risultato finale dipende dalle scelte fatte in fase di progetto.

In conclusione, la scelta della configurazione attiva è valida ma è necessario scegliere con perizia tutti i componenti dell'impianto non ultimi gli altoparlanti che, anzi, sono la scelta di maggiore difficoltà.