Come scegliere
Quanti modi abbiamo per amplificare il
nostro impianto? Parecchi diversi fra loro sia in qualità che in
quantità, dipende dal risultato che vogliamo ottenere. Per semplicità
cercheremo di imboccare la via di mezzo. Importante é "spendere
bene".
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Decidiamo di pilotare il fronte
anteriore in bi-amplificazione, dedicando due canali ai woofer e due
canali a medi+tweeter. In questo modo, adottando un buon woofer, non
avremo problemi ad ottenere una gamma bassa corposa e ben articolata.
Possiamo mettere in conto 360 € per un buon ampli 50 watt x 4 CH.
L'amplificatore lo sceglieremo con crossover attivo a due vie, passa
basso e passa alto regolabili entro un range di frequenze compreso tra
i 40 hz ed i 600 hz. Useremo i canali del passa basso per pilotare i
due woofer, così potremo utilizzare il crossover attivo per il taglio
di frequenza ed avere il vantaggio di una amplificazione ben
controllata e potente quanto serve. I canali del passa alto, li
invieremo ad un crossover passivo che poi distribuirà il segnale tra
medio e tweeter, ma di questo tratteremo in seguito.
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Restano da amplificare il fronte
posteriore ed il subwoofer. Contrariamente a quello che comunemente si
crede il subwoofer non necessità di potenze maggiori di quelle che
sono state scelte per i woofer anteriori, piuttosto è opportuno
scegliere buoni driver e realizzare ottimi progetti per la cassa
acustica curando anche robustezza meccanica e qualità della cassa
medesima, dove per qualità s'intende pareti del mobile ben accoppiate
ed a tenuta d'aria (fattore di merito QTC). Alla luce di quanto sopra,
possiamo scegliere un ampli di pari potenza a quello del
fronte anteriore, se non un'altro ampli di identica marca:
il che renderebbe l'emissione globale dell'impianto ancor più
omogenea. Altri 360 €.
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SOLUZIONE ALTERNATIVA
Per contenere la spesa senza scadere molto in qualità, possiamo limitare
gli amplificatori ad uno solo. Impiegando un ampli 50watt x 4CH o
superiore, è possibile pilotare tutto il fronte anteriore con i due
canali passa alto ed il sub con i due passa basso. Il fronte posteriore,
in via provvisoria, potremo amplificarlo con le uscite di potenza della
sorgente. In un secondo momento potremo passare alla configurazione con
due ampli.
- ALTRA SOLUZIONE ALTERNATIVA
Alcuni produttori, cito fra gli Italiani Audison, Phonocar e Steg,
costruiscono amplificatori a cinque o sei canali. Il costo di detti
apparecchi è inferiore alla somma che sarebbe necessaria all'acquisto
di un 4 ch + un 2 ch. Il punto debole della soluzione 5 o 6 canali in
uno, è costituito dallo stadio di alimentazione che dovendo far
fronte a richieste di corrente elevate potrebbe limitare la resa
totale. Naturalmente stiamo ipotizzando condizioni di carico estreme poiché
nella norma, uno stadio di alimentazione ben proporzionato non da
nessun problema. Comunque, il sei canali rappresenta un compromesso
che ha dei vantaggi non trascurabili: limita lo spazio occupato,
semplifica il cablaggio, permette un risparmio non trascurabile. Da un
punto di vista più tecnico, essendo la maggior parte dei sei canali
dotati di crossover attivo, concepito per poter pilotare un sistema
completo di fronte anteriore posteriore e subwoofer, possiamo
escludere l'eventuale acquisto di un crossover attivo separato
dedicandoci alla scelta di ottimi altoparlanti ad alta
efficienza.
- SCELTA DI MARCA PER GLI
AMPLIFICATORI
Fare nomi di marche e modelli non sarebbe giusto ed in ogni caso
sterile e privo di fondamento tecnico. Leggere i dati tecnici di
potenza, distorsione e quant'altro é utile ma non ci indica come
un amplificatore "suona" realmente. Le qualità musicali
di un ampli risiedono principalmente in un buon progetto e l'uso di
componenti (transistori, condensatori, resistenze,eccetera) di
ottima qualità che, in certi casi e specialmente per i transistori
finali di potenza, vengono selezionati. Ciò significa che alcuni
produttori selezionano i transistori finali di potenza a coppie
di due al fine di ottenere un circuito che abbia il ramo
positivo perfettamente complementare al negativo. Detto ciò,
non dimentichiamo che la nostra configurazione d'impianto
potrebbe essere tale da sconvolgere l'equilibrio timbrico che il
produttore ha cercato di dare al suo amplificatore! Eh si,
ogni ampli ha un suo timbro, una sua "voce". Volendo
mettere a frutto tali qualità si possono progettare impianti in
multi-amplificazione. E' il caso di accennare qualcosa al
riguardo: la
multi amplificazione ed i crossover attivi.