Midwoofer


Prima di darvi qualche indicazione su come scegliere il mediobasso più idoneo alle vostre aspettative, vorrei precisare cosa intendiamo per medio-basso.midwoofer con ogiva
Qual'è la differenza tra WOOFER e MID-WOOFER?

A mio parere, tenuta presente la circostanza che ci stiamo riferendo ad un sistema hi-fi per auto, la vera differenza è "la capacita di maggiore dispersione". E' necessario, a questo punto e sarò breve, ricordare cos'è la dispersione e perché é importante.

Gli studi sui trasduttori e le misure fatte con strumenti sempre più sofisticati, abbinati alle moderne tecnologie di costruzione, hanno consentito di spingere "la risposta in frequenza"  degli altoparlanti oltre il loro limite fisico. Così, per esempio, se prima era difficile tirare fuori frequenze sopra i 2000hz da un woofer da 16 cm, ora l'uso di materiali e tecniche di costruzione dei coni permettono una decadimento verso le alte frequenze più lineare. Ma tutto questo è valido quando l'ascoltatore e in posizione privilegiata cioè in asse, di fronte l'altoparlante. In auto, purtroppo, non è possibile ascoltare stando di fronte ai mediobassi. (Tranne che realizzare dei supporti artigianali da collocare in punti mirati allo scopo, e non è possibile farlo in tutte le auto). A questo punto entra in gioco il fattore dispersione, cioè la capacita di orientare i suoni con un angolo più ampio possibile, con particolare attenzione verso le frequenze medie (nel caso di un midbass). La logica conclusione è: un altoparlante che abbia pretese di essere un midbass per auto deve avere la capacità di rendere udibili e dettagliate buona parte delle medie frequenze.

Ora, se io vi chiedessi: quale altoparlante bisogna scegliere per avere un buon sistema a due vie (midbass+tweteer)? La risposta la conoscete già. Resta un problema: come distinguere un mediobasso con buona dispersione ed uno con modesta dispersione? Per avere la risposta bisognerebbe provare gli altoparlanti, ma qualche indicazione posso darvela.

  • Il materiale del cono deve essere rigido e abbastanza leggero, anche la tradizionale fibra di cellulosa trattata può essere una valida soluzione, purché sia di buona qualità e stabile nel tempo. Proprio per la maggiore rigidità e leggerezza sono da preferire la moderne fibre come: Kevlar, Carbonio, Titanio ed i vari sandwich di materiali che, combinati opportunamente, possono unire pregi di rigidità e qualità più prettamente "audiophile".
  • Il cestello, anche se viene dato meno risalto a questo elemento, rappresenta l'impalcatura su cui il complesso magnetico ed il cono si reggono ed al quale trasmettono le vibrazioni di "funzionamento"; la capacità smorzante del materiale con cui è costruito il cestello e l'adozione di forme geometriche mirate allo smorzamento meccanico delle vibrazioni, costituiscono elementi di qualità superiore.
  • Non ultime in termini d'importanza sono le sospensioni. Sembra ormai accettato universalmente che la sospensione in gomma sia la migliore. Questo è vero per ciò che concerne la durata e robustezza ma non lo è altrettanto se facciamo riferimento alle qualità "audio". Poiché, ad oggi, non c'è una valida alternativa economica alla gomma, accetteremo la "gomma".
  • Date un'altra occhiata alla foto in alto a questa pagina, la struttura al centro dell'altoparlante, non è un missile terra-aria e neanche un abbellimento per far presa su di voi. L'ogiva centrale serve da lente acustica per avere una migliore dispersione angolare, sopratutto alle frequenze più alte (2000-7000 hz), essa rappresenta un ottima soluzione al problema dispersione.

Nella scelta del midbass, scorrendo i parametri caratteristici, più che alla potenza sopportata, date importanza alla sensibilità (espressa in db): un alto coefficiente di sensibilità garantisce una buona presenza del midbass in rapporto all'emissione degli altri altoparlanti del sistema.