Rete Zobel
Fra le reti di compensazione più note annoveriamo la cella Zobel, dal nome del fisico che ne studiò il comportamento

Cella Zobel= (C1+R1)(per il calcolo dei valori
usate la pagina "calcolatore on line")
Vogliamo realizzare la rete Zobel, rappresentata in figura, dove crossover è la
cella di filtro vero e proprio.
Lo scopo di una cella Zobel spesso indicata come rete è regolarizzare
l'impedenza L(e) di un altoparlante, facendo "vedere" alla cella di filtro
l'impedenza costante al variare della frequenza.
La cella di Zobel compensa la zona induttiva.

Usiamo una cella Zobel per linearizzare la risposta di un woofer o di un medio nella zona di incrocio con il tweeter. Molto spesso e con più successo la cella Zobel è utilizzata per regolarizzare l'andamento di impedenza di un tweeter alle alte frequenze, specialmente se le irregolarità si presentano a frequenze tali da rendere il suono sgradevole, ipotesi nella quale diciamo che i tweeter "strillano".
Cella antirisonante
La cella antirisonante ha il compito di regolarizzare la curva di
impedenza nella zona corrispondente alla frequenza di risonanza
dell'altoparlante. Pertanto, è spesso usata per linearizzare la curva
di
impedenza di un tweeter o di un medio, raramente è usata per linearizzare la
curva di impedenza di un woofer. Nel car audio in particolare la cella
antirisonante è molto poco usata poiché i woofer possono beneficiare di filtri
passa-alto, i filtri per medi ed i tweeter hanno frequenze ti taglio tali da
rendere inutile la compensazione della curva di impedenza in prossimità della
loro Fs (frequenza di risonanza).
Per il calcolo della cella antirisonante usate la solita pagina "calcolatore on line".
Quanto sopra suggerisce che, per motivi legati alla distanza esistente fra un tweeter ed un woofer in un sistema a due vie installato in auto e con la collocazione tipica automobilistica, si potrebbe usare una cella antirisonante per spostare la zona di lavoro del tweeter fino in prossimità della sua Fs. Teoricamente ciò è vero ma in pratica non si realizza quasi mai poiché le potenze applicate sono sempre notevoli ed è molto più prudente spostare la zona di lavoro del tweeter ad una frequenza pari al doppio della sua Fs. Ad esempio, un tweeter di ultima generazione può avere benissimo la Fs misurata a 1200 Hz e, quindi, ciò consente di incrociare il tweeter con il woofer già a partire da 2000 Hz.
Facendo uso di un woofer con ogiva rifasatrice che consente di aumentare la dispersione angolare dell'altoparlante collocato in basso, appunto il woofer, si può ottenere un'altezza sul piano verticale tale da spostare il fronte sonoro appena sotto la linea del tweeter.
