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Autoradio anno 2007

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Come si è evoluta l'offerta di sorgenti negli anni 2000

Vediamo cosa è cambiato in meglio o in peggio e quali sono le ultime novità:

Il ritorno globale al center control (il vecchio volume) di tipo rotativo, c'è voluto un po' di tempo ma alla fine tutti hanno capito che i pulsanti erano una moda scomoda nell'utilizzo.

La progressiva sparizione dei controlli di tono a favore di equalizzatori sia grafici sia parametrici (Il parametrico è un equalizzatore che consente di impostare la frequenza di "centrobanda", cioè la frequenza al centro della banda di intervento dell'equalizzazione, il guadagno o attenuazione e il Q ossia la larghezza della banda e, quindi, in che misura vengono interessate le frequenze vicine a quella di centro-banda), senz'altro migliori se si desidera adattare la risposta complessiva del sistema audio alle caratteristiche dell'abitacolo dell'auto.

La presenza costante di almeno due uscite pre-out a cui collegare gli amplificatori.

Display di lettura sempre più grandi e ricchi di informazioni, quest'ultima può essere anche vista come fonte di distrazione e sarebbe meglio che i produttori si concentrassero sulla chiarezza delle informazioni e sulla facilità di lettura piuttosto che sugli effetti grafici.

Ormai il sistema RDS è divenuto uno standard universale ma devo constatare, ancora una volta, che in Italia ne abbiamo fatto il peggiore degli usi. Di fatto gli automobilisti italiani, fatta eccezione per Isoradio, non hanno ancora capito a cosa cavolo serve l'RDS se non per farci vedere il nome della radio che stiamo ricevendo. Non so nel resto d'Europa come vanno le cose ma certamente non possono andare peggio.

Il DAB, chi l'ha sentito? Sembrava che i tempi fossero maturi alle trasmissione in digitale ma oltre che alcuni esperimenti isolati, condotti in alcune regioni, del DAB non si è avuta più notizia. Di fatto il DAB, così come fu concepito, è uno standard di trasmissione già obsoleto ancora prima di essere stato applicato su tutto il territorio nazionale. Dal sito Club DAB Italia apprendo che sta per essere varato un nuovo codec di trasmissione. Dubito che in Italia, considerata la morfologia del nostro territorio, il DAB potrà essere una realtà consolidata prima che altre tecniche di trasmissione lo superino in efficienza.

Il DSP, Digital Sound Processor è adesso presente anche nelle sorgenti di gamma medio alta. Le implementazioni che il microprocessore è in grado di mettere a disposizione dell'ascoltatore sono le solite e comprendono la possibilità di ricreare, in modo virtuale, ambienti d'ascolto reali come, Teatro, Auditorium, Stadio, sala Jazz eccetera. Ma sopratutto la possibilità di regolare i tempi di emissione su almeno 5 canali che sono: Front Left, Front Right, Rear Left, Rear Right e Subwoofer, questa funzione è meglio nota come Ritardi Temporali.

Supporto per la lettura di file in formato compresso (mp3, wma, atrac) che adesso stanno beneficiando dei codec Lossless. Quest'ultima è una tecnica di compressione che presuppone la compressione e la ricostruzione dei dati originari senza perdita di qualità.

Comunicazione via BlueTooth che consente di controllare dalla sorgente periferiche mobili tra cui la principale è il telefono cellulare.

Fatta eccezione per il supporto alla lettura di file in formato compresso ed il BlueTooth non mi pare che novità significative abbiano caratterizzato l'offerta del mercato. Ci sono state delle evoluzioni che, anche grazie alla diminuzione del prezzo relativo, hanno portato nei modelli di fascia medio-bassa caratteristiche prima riservate alle sorgenti top di gamma.

L'impressione generale è che i produttori si sono maggiormente applicati a rendere più attraenti i loro apparecchi, piuttosto che a badare alla sostanza concentrando le ricerche verso funzioni veramente utili. Per fortuna questa tendenza che ha caratterizzato gli ultimi anni dopo il 2000, adesso sta cambiando e stiamo puntando dritti verso sorgenti destinate a gestire impianti in multi-amplificazione ed in grado di leggere una molteplicità di supporti se non essere il centro di controllo di varie periferiche.

La sorgente multimediale

Dopo l'ondata MP3 che ha retto per qualche anno il mercato (qui è inutile nascondersi dietro l'ipocrisia e ammettere che Mp3 è stato un propulsore straordinario per svegliare un settore dormiente sopra i fasti degli anni 80 e 90) adesso la sorgente diventa multimediale.

Il concetto è sempre uguale ma ogni produttore ha creato un nome proprio per caratterizzare l'offerta, abbiamo Mobile Media Station, In-car Entertainment, In-car Multimedia ma si tratta quasi sempre di head unit in grado di interfacciare, processori di segnale, convertitori, lettori anche per DVD e ovviamente amplificatori, cambia CD, monitor e telefoni cellulari anche con il nuovo standard di trasmissione BlueTooth

A proposito di standard

A mio avviso la mancanza di standard condivisi sia in fatto di compatibilità meccanica sia in fatto di metodi di trattamento dei segnali rappresenta spesso un freno che scoraggia i meno agiati a intraprendere la costruzione di un impianto multimediale. Bisogna, infatti, considerare che la messa in opera di un impianto multimediale impone l'acquisto di componenti essenziali tutti della stessa marca e se poi si decide di cambiare sorgente succede che cambia CD, processori ed altre periferiche possono diventare inservibili.

La creazione di standard condivisi favorirebbe anche la diminuzione dei prezzi e si potrebbe scegliere dove destinare maggiori risorse. Ad esempio, inizialmente si potrebbe decidere di risparmiare sulla sorgente per poi passare ad un modello migliore, anche cambiando marca. Purtroppo nessuno sembra spingere verso la direzione di standard condivisi, non lo fanno le case automobilistiche che, anzi, sugli standard ci speculano e non lo fanno i produttori di elettroniche gelosi dei segreti industriali che, comunque, uno standard di comunicazione non pregiudicherebbe.

La speculazione sullo standard da parte di una casa automobilistica avviene nel momento in cui fa realizzare una connessione personalizzata per collegare un apparecchio esistente già in commercio. E' il caso dei cambia CD forniti con gli impianti di serie. Di fatto sono cambia CD esattamente identici a quelli di serie che il produttore di elettroniche fornisce alla casa automobilistica ma con la differenza che hanno uno spinotto di connessione personalizzato, proprio per impedire che il cliente vada a montare un cambia CD che costerebbe meno della metà. Voglio precisare che non è una costante e ci sono delle eccezioni. Mi è, infatti, capitato di montare il cambia CD standard senza alcun problema e di collegarlo alla radio di serie usando sempre il cavo standard.

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