SubDriver


Ho lasciato per ultimi i subwoofer. Vuoi, perché non sono indispensabili (o no?), vuoi perché, nella normalità dei casi, sono installati per ultimi.

Altre informazioni sono disponibili alla pagina di questo sito: SUBWOOFER 

Fino a qualche anno fa (andiamo indietro fino al 1995), per subwoofer s'intendeva un altoparlante di grosso diametro e a doppia bobina. La ragione di ciò, era attribuibile alla incapacità, della maggior parte degli amplificatori in commercio, di pilotare un carico monofonico. Negli anni successivi, la possibilità di pilotare isubwoofer - driver driver con il ben noto, BRIDGE MODE, a fatto si che i subwoofer "perdessero" una bobina. In effetti, più che di perdita si può parlare di guadagno: in semplicità, in robustezza, in dinamica ed anche in termini economici.

Il comportamento di un subwoofer, sia montato in cassa che utilizzato a pianale o schienale, è assimilabile a quello di un pistone che non deve far altro che muovere una notevole quantità d'aria. Detto così, potrebbe sembrare che si sta a discutere di un altoparlante piuttosto grossolano e per certi versi questo è vero! Basta pensare a certe "discoteche ambulanti", io li chiamo: < impianti zic-bummm >.

Il nostro obiettivo, come quello di un buon subwoofer, è di rifinire la gamma bassa restituendo naturalezza ai suoni e non creare quanto più baccano  possibile. Chi si è avventurato in questa impresa, come chi vi scrive, si è reso conto di quante insidie e difficoltà nascondesse la strada che porta ad un risultato di apprezzabile livello. Il problema principale, al di là della scelta dell'altoparlante o dell'amplificatore dedicato al sub, è realizzare il subwoofer "giusto" per il nostro impianto. 

A questo punto, per non correre il rischio di scrivere banalità, vi faccio un esempio: se dovessimo scegliere un subwoofer da abbinare ad un due vie anteriore, composto da tweeter e medio da 13, potremmo inserire un sub nel baule, ma sarebbe consigliabile, ove possibile, montare un sub sotto-plancia o sotto-sedile. La ragione di una tale scelta, non è liberare spazio nel baule (che potrebbe essere valida), ma "avvicinare" l'emissione del sub a quella del medio da 13. Avvicinare i punti d'emissione dei due drivers aiuta a fare in modo che non si avverta troppo la presenza del subwoofer, o meglio, che si avverta il meno possibile la provenienza dei suoni emessi dal sub.

Quindi, nella scelta dell'altoparlante per il sub -perché di questo stiamo trattando- bisogna, prima di tutto, chiedersi a quale tipo d'impianto è destinato. A volte è meglio realizzare un piccolo sistema a push-pull, piuttosto che un ingombrante reflex con woofer da 32 cm.

Due dati molto importanti che ci guidano nella scelta di un altoparlante per sub, al di là della tenuta in potenza, sono: la sensibilità espressa in db misurata ad un metro con un Watt applicato e la frequenza di risonanza fs.  Naturalmente, per il progetto della cassa è necessario avere a disposizione tutti i parametri della tabella di Thiele-Small; ma tenendo d'occhio il dato della sensibilità possiamo già intuire quale sarà la resa dell'altoparlante. Infatti, più è alta la sensibilità maggiore sarà la resa. La frequenza di risonanza ci fornisce un'idea approssimativa, di quanto verso il basso potremo "spingere" l'altoparlante evitando spiacevoli effetti collaterali, tipo(finalmente l'ho detto): rottura, suono distorto, fuga dell'altoparlante stesso !(?)

Sono talmente tante le variabili che riguardano i subwoofer, che gli si dovrebbe dedicare un intero sito.
 Puntualmente qualcuno l'ha fatto: WWW.SUBWOOFER.IT  ,anche se non c'entra niente con l'argomento del titolo, e questo vale anche per WWW.SUBWOOFER.COM. La ragione di ciò è dovuta alla parola subwoofer che è molto cercata nei portali e motori di ricerca.