Norme di sicurezza


Il Cablaggio by Dello

Questo breve articolo è rivolto principalmente ai nuovi appassionati  e ha lo scopo di sensibilizzarli sui problemi legati alla sicurezza degli impianti Hi-Fi in auto.

L'ambiente auto, non essendo concepito in origine come luogo di intrattenimento musicale, è una vera e propria “sfida all'impossibile" per chiunque voglia cercare di ottenere un suono puro: costringe a modifiche all'arredo interno, all'impianto elettrico, alla disposizione di alcuni dispositivi (un esempio: gli alzavetri, nelle installazioni più spinte), e porta in molti casi all'aggiunta di masse non indifferenti (amplificatori, subwoofer, tasche).
Tutte queste modifiche, che spesso sfociano in veri e propri capolavori artigianali, fanno parte del nostro mondo e lo rendono in un certo senso “artistico", ma purtroppo in certi casi i criteri con cui vengono progettate e sviluppate non tengono conto di un aspetto molto importante: la sicurezza.

I problemi di sicurezza si possono riguardare:

  • le modifiche all'impianto elettrico
  • le modifiche alle posizioni di guida e dei passeggeri
  • l'inserimento di masse facilmente svincolabili

Modifiche all'impianto elettrico

Gli appassionati che hanno eseguito varie installazioni si attengono scrupolosamente a delle misure di sicurezza dettate dalla conoscenza di “norme non scritte" che purtroppo chi è alle prime armi può non conoscere. 

Per effettuare un cablaggio perfetto ed esente da rischi occorre: 

Prestare la massima attenzione al dimensionamento e all'isolamento dei cavi. 
Un cavo di sezione abbondante, offrendo poca resistenza, non è soggetto a surriscaldamenti, ma allo stesso tempo è in grado di veicolare una quantità di corrente molto elevata, ciò si traduce in rischi di incendio in caso di cortocircuito che va scongiurato prestando attenzione alla scelta del cavo (abbondante guaina di protezione, resistente a urti e stiramenti), al suo posizionamento (evitando il contatto della gomma con parti taglienti o che possano schiacciarlo) e alla sua terminazione (utilizzando connettori specifici in alluminio o rame).
Un particolare molto importante è il passaggio tra il vano motore e l'abitacolo: se non si trova un varco sufficientemente ampio e si ricorre alla foratura del parafiamma, si deve isolare la lamiera del foro con della vetroresina in pasta o, meglio, con una guaina in gomma (o un tampone equivalente): in questo modo si scongiura il rischio che, con le vibrazioni dovute al movimento dell'auto, la lamiera si trasformi in un pericoloso “seghetto" in grado di tagliare a poco a poco la guaina, e venire così a contatto con il rame del cavo causando un cortocircuito che  potrebbe anche far esplodere la batteria! Infine, il cavo deve essere unico, oppure giuntato con connettori idonei (per esempio: una scatoletta fusibile a “siluro"): affidarsi al nastro adesivo è una soluzione veloce ma suicida! Sebbene sia in grado di isolare correttamente, il nastro, col tempo e col calore, perde tenacia e la sua presa diminuisce: il risultato è che alla lunga il rame potrebbe scoprirsi pericolosamente.

Ricorrere all'uso di disgiuntori e di fusibili appropriati.
Esistono in commercio principalmente scatolette per fusibili a forma di siluro e distributori a più fusibili protetti da un guscio di plexiglass: oltre ad essere belli, aumentano la sicurezza delle giunzioni tra parti diverse di un cavo o ne protegge le ramificazioni, garantendo il massimo isolamento: data la loro importanza, è meglio non fare economia per questi elementi, senza cadere negli eccessi (esistono pezzi che potrebbero figurare senza problemi da un gioielliere…).
Il disgiuntore, da porre a monte del primo fusibile, toglie la corrente a tutto l'impianto, eliminando il rischio di bruciare i fusibili quando si effettuano modifiche o controlli al cablaggio. 
Inutile ribadire l'importanza della presenza dei fusibili: in caso di cortocircuito o di problemi elettrici di un'elettronica, possono salvare l'impianto da danni costosissimi, ma soprattutto eliminano del tutto il rischio di incendi o di serie conseguenze all'auto. Per garantire il massimo della sicurezza, un primo fusibile va messo il più vicino possibile alla batteria: in questo modo, si limita la zona “scoperta".  
Posizionare il primo fusibile all'interno dell'auto è a mio parere un errore: molto meglio trovargli posto nel vano motore, a pochi centimetri dalla batteria, avendo cura di evitare zone che raggiungono temperature troppo elevate. In questo modo la “zona delicata" del passaggio del parafiamma resta coperta dall'azione del fusibile, a tutto vantaggio della protezione del cablaggio.

Modifiche alla posizione di guida e a quella dei passeggeri.

Alcune modifiche finiscono per cambiare la postura di chi è seduto in auto, aumentando i rischi di conseguenze fisiche per gli occupanti in caso di collisione. Le modifiche sono di vari tipi, ma le più diffuse riguardano, i kick panel e i doppi fondi sul pavimento.
Molto spesso, i kick panel (poco diffusi in Italia) costringono il guidatore a rinunciare all'appoggio per il piede sinistro, occupato appunto da questo particolare tipo di “tasca". L'unica zona libera dove poter trovare appoggio risulta la zona al di sotto del pedale della frizione. In caso di incidente questa postura diventa pericolosissima per il piede, e la possibilità di subire lesioni gravi aumenta vertiginosamente. Per chi sottovalutasse la pericolosità dei pedali porto l'esempio della Opel che, per minimizzare i rischi derivanti dai pedali, ha progettato una pedaliera (in plastica) che in caso d'urto si sgancia (il dispositivo è brevettato ed è montato su tutta la gamma). Invito infine, a dare un'occhiata ai risultati dei crash test delle utilitarie, pubblicati sulle riviste più diffuse: la zona dei piedi, nei casi limite, è addirittura rossa (lesioni gravi).

Altra modifica potenzialmente pericolosa è la creazione di doppi fondi sul pavimento o sulla zona inclinata di fronte al passeggero anteriore (ovvero quella in cui vengono appoggiati i piedi): se queste modifiche sono fatte senza criterio, le ginocchia vengono a trovarsi troppo in alto rispetto alla posizione prevista dal costruttore dell'auto, e in caso di urto frontale le conseguenze sono serie (e l'assicurazione può rifiutarsi di pagare).
Ciò porta ad una conclusione: nessuna modifica, per complessa che sia, deve alterare la posizione di guida e la postura dei passeggeri, nonché la funzionalità dei dispositivi di sicurezza attiva: modifiche di questo tipo non sono ammesse dal codice della strada (come accade, a torto o a ragione, per le pedaliere, i volanti sportivi, le cinture a 4 punti ecc) e possono comportare multe salate o, nei casi estremi, la confisca del mezzo.

Inserimento di masse facilmente svincolabili

Probabilmente questa categoria racchiude uno degli esempi più diffusi di errori progettuali nella definizione dell'impianto e della collocazione dei vari elementi.
Parliamo del famoso, glorioso e fascinoso pannellone in legno. Ha fatto la storia del car stereo, ma ormai è una soluzione superata grazie all'introduzione del sistema a doppio fronte a prevalenza anteriore. Questi pannelli però esistono ancora: i pesanti sistemi a 3 vie in voga molto tempo fa sono stati sostituiti da altrettanto pesanti e ingombranti subwoofer free air. Alcuni, poi, non rinunciano (testardi e amanti della semplicità di installazione…) al classico super fronte posteriore con 3 o 4 canali. Scelte, certo. Ma sono scelte che possono rivelarsi molto rischiose e non solo acusticamente! La mancanza di sicurezza del sistema si rivela in tutta la sua gravità in caso di urto frontale: 
- un pannello in MDF, con due bei subwoofer da 32cm, può pesare più di 20Kg e una decelerazione violenta come quella di una collisione provoca un'accelerazione tale da aumentare notevolmente la forza generata dall'inerzia di questa massa. Vedersi piombare ad altezza collo un oggetto dal peso virtuale di un centinaio di kg (approssimando la decelerazione a 5G, un dato nella norma) non dev'essere certo piacevole! 
Purtroppo mi è capitato di vedere le conseguenze di un incidente di questo tipo, nel quale è stata coinvolta una 106, e c'era poco da ridere.
Bisogna rinunciare al pannello, quindi? No, non è detto, però occorre fare molta attenzione. Se si appesantisce molto, si deve trovare un sistema che, alla chiusura del portellone, impedisca al pannello di ruotare verso l'abitacolo; poi si deve rendere molto più saldi i perni di rotazione (eventualmente ricostruendoli). 
I sistemi presenti di serie sono dimensionati per la cappelliera così com'è, quindi leggerissima. Sarà nostro compito rinforzare il tutto per limitare i rischi in caso di incidente.

Relativamente al posizionamento degli altoparlanti a pannello c'è da aggiungere un'ultima raccomandazione che riguarda il posizionamento dei woofer. Gli altoparlanti vanno fissati al pannello con bulloncini o viti autofilettanti ma sempre al di sotto del pannello medesimo. In caso di urto frontale ( e qui facciamo tutti gli scongiuri del caso) un woofer di un paio di Kg acquista una tale massa da sganciarsi facilmente dalla sede e, se è stato posizionato dal di sopra, finirà con lo sfondare il parabrezza. 
Installazione woofer a pianale

Anche gli amplificatori, grazie al loro peso, possono divincolarsi in caso di urti violenti: e se installati sotto i sedili, potrebbero piombare (con la solita accelerazione…) sui piedi degli sfortunati occupanti dei posti anteriori. La stessa cosa può accadere anche con un cambia CD (che però è molto più leggero) e con altre unità come DSP, crossover elettronici ecc. Occorrerà dunque prestare la massima cura all'installazione di questi componenti sotto i sedili: il velcro non basta, specie con gli amplificatori, quindi bisognerà inserire sotto la moquette una piastra forata su cui fissare le elettroniche in questione (sfruttandone i punti di attacco).
Attenzione poi ai cavi: il movimento del sedile (per esempio per regolare la posizione longitudinale) e i movimenti bruschi dei passeggeri posteriori potrebbero danneggiare il cablaggio o rovinare i connettori RCA.

Questa è solo una veloce panoramica dei rischi che un'installazione pressappochista può causare: le fonti di pericolo sono molte e non si limitano a quelle sopra descritte, ma variano di caso in caso. 
Bisogna imparare a riconoscerle ed evitarle: pensare ad un possibile incidente e alle conseguenze che la presenza dell'impianto può comportare, aiuta a progettare una disposizione che non influisca negativamente sui parametri di sicurezza per cui l'auto è stata studiata e omologata.