Le Caratteristiche


Il sintonizzatore

Per quanto discutibile nei contenuti un po' troppo uniformati, la radio resta una compagna di viaggio in grado di informare sul traffico, fornire notizie in tempo reale e intrattenere con programmi più o meno interessanti o divertenti. La storia dell'autoradio (notare il nome…) vede come primi modelli dei “semplici" ricevitori, e ancora oggi non esiste modello che sia privo di una sezione tuner sviluppata. Pare che il futuro serberà per gli amanti della radio la novità del DAB (Digital Audio Broadcasting: alta qualità audio, assenza di disturbi, possibilità di trasmissione di testi e immagini ecc), ma credo che ci vorrà molto tempo prima che questa rivoluzione abbia un effettivo compimento e riesca ad avere il sopravvento sulla FM (non dimentichiamo che siamo in Italia…).
Lasciando dunque perdere il DAB, la cui predisposizione è comunque già disponibile sui modelli di alta gamma, vediamo cosa deve garantire il tuner dell'autoradio:

  • RDS/Eon: questo sistema di trasmissione aveva delle buone potenzialità e prometteva nuovi orizzonti per la radio (…), ma le funzioni più interessanti non sono mai state sfruttate a dovere: le emittenti avrebbero potuto trasmettere sui display il nome delle canzoni, permettere la ricerca di generi musicali o di programmi di informazione e cultura, inviare news sul traffico ecc… Ma tutto ciò è rimasto in cantiere. Attualmente, l'unica prova che rende “visibile" la presenza dell'RDS è il nome della stazione radio che compare sul display! In ogni caso, si tratta di una funzione presente nella quasi totalità delle autoradio, che ormai non incide più sul prezzo di acquisto: meglio non rinunciarvi. Se in un improbabile futuro venisse sviluppata, meglio non trovarsi sprovvisti!
  • Rapporto S/N: date sempre un occhio a questo valore, che permette di capire qual è la potenziale qualità del suono con cui potrete ascoltare la radio. Dico “potenziale" perchè si tratta del massimo raggiungibile, ma ovviamente la qualità dipende anche da altri fattori, come l'antenna e la potenza dell'emittente. Un rapporto di 65 dB, che può sembrare basso, è del tutto normale.

Ho trattato questa parte dedicata alla radio in modo frettoloso, in quanto non è così importante il tuner nell'allestimento di un buon impianto: più si cerca la qualità del suono, più si tende a sfruttare il lettore CD e il CD-changer, con la creazione di archivi musicali personalizzati e una continua ricerca di musica di qualità.
Personalmente, credo di non aver ascoltato la radio più di due o tre volte all'anno..

Il lettore di cassette

Duri a morire, i sintocassetta continuano a ritagliarsi uno spazio nei cataloghi di tutte le aziende: in certi casi le meccaniche molto curate, le testine di qualità elevata e la servoassistenza completa rendono queste sorgenti davvero interessanti. Con queste autoradio, però, il cambiaCD diventa un obbligo!
Se amate le intramontabili cassette analogiche, ecco quali sono le funzioni più interessanti:

  • Servoassistenza: è ormai molto diffusa ed è irrinunciabile. E' solitamente indicata nei cataloghi con la denominazione “full logic". L'assenza di comandi elettronici è comunque ormai relegata a pochi modelli entry level
  • Dolby® NR: è una funzione interessante, che permette di ridurre i rumori di fondo delle registrazioni più vecchie o di scarsa qualità. Sempre più diffusa anche tra i modelli più accessibili, dona qualità all'ascolto dei nastri e limita i disturbi avvertibili soprattutto dai tweeter. Esiste in due versioni: “B" e “C": se è presente la C, si avranno i migliori risultati, spesso però la soppressione delle frequenze è troppo accentuata.
  • Selettore automatico Metal e Chrome: grazie a questa funzione non è necessario controllare su ogni cassetta la tipologia di nastro (normal, metal, chrome) come accadeva in passato: l'autoradio è infatti in grado di riconoscerla e di gestire automaticamente il selettore, garantendo la migliore riproduzione possibile
  • Blank skip: permette di saltare le zone non registrate di una cassetta (per esempio, l'ultima parte di ogni lato): attiva l'avanzamento veloce fino a quando non viene rilevato del suono. La funzione può non agire correttamente nel caso di canzoni con tratti a volume molto basso, che vengono “letti" come spazi vuoti: normalmente, invece, è molto utile e garantisce un ascolto senza lunghe interruzioni
  • Repeat: quando alla fine della canzone viene avvertito il vuoto che la separa dalla successiva, il nastro si ferma e viene riavvolto velocemente fino al precedente vuoto. Solitamente il tutto funziona, ma, come accade col Blank Skip, un tratto della canzone a volume molto basso può essere considerato il vuoto che precede la traccia. In ogni caso, l'elevata velocità di riavvolgimento dona grande comodità di utilizzo a questa funzione
  • Accesso veloce: sfruttando la stessa tecnologia che rende possibile il Blank Skip e il Repeat, questa funzione permette di accedere automaticamente alla traccia successiva o a quella precedente, grazie a rapidi riavvolgimenti o avanzamenti
  • Rapporto S/N: dà un'idea delle prestazioni del riproduttore per quanto riguarda la qualità del suono. Più il rapporto è elevato, maggiore sarà il valore della sorgente. Può essere espresso con o senza Dolby® NR attivato: un buona coppia di valori è 65/60
  • Separazione stereo: indica, in parole povere, che livello di effetto si può raggiungere. E' espresso in dB: più il dato è elevato maggiore sarà la separazione stereo tra i due canali. Solitamente in un modello medio si assesta sui 40dB.

Questo rapido confronto, comunque, non basta per comprendere quale tra due autoradio abbia il miglior riproduttore: ci sono molte variabili in gioco, tra cui la bontà dell'elettronica che gestisce il segnale, la precisione della meccanica, i materiali utilizzati ecc. Non me la sento di esprimere pareri diretti sulle varie marche, perché per farlo dovrei avere un'esperienza accumulata in anni di Car Hi-Fi e di riparazione. Inoltre i pareri, per quanto maturi, hanno pur sempre una dose di soggettività!
Una buona regola resta quella di affidarsi alle case produttrici rinomate: spesso, dietro all'incredibile rapporto dotazione/prezzo dei modelli di marche “strane", ci sono meccaniche e contenuti “vecchi" o scarsi qualitativamente (meglio non dimenticare mai che “nessuno regala niente"). Le Case più famose, invece, difficilmente tradiranno le aspettative: la concorrenza è agguerrita, e perdere clienti (o causare malumori in una clientela che fa molto “salotto" su tali questioni) è un rischio troppo elevato.
Per quanto mi riguarda, nelle mie auto ho provato (in ordine temporale) riproduttori Irradio, Kenwood, Sony, Pioneer e JVC: l'unico che ha dato problemi è stato, guarda caso, l'Irradio.
L'esperienza mi ha comunque insegnato che ormai i “mangiacassette" sono così collaudati e perfezionati che è davvero difficile metterli in crisi: vi accompagneranno per anni senza mai dare segno di cedimento.

Il lettore di supporti digitali

Compact Disc o minidisc? Fate come volete! L'importante è che in auto non manchi mai la possibilità di riprodurre musica su supporti digitali, irrinunciabili se si punta alla massima qualità di ascolto.
Data la maggior diffusione del CD, in questa sezione prenderò in esame solo il lettore di compact; anche perchè essendo i sinto-minidisc pochi, costosi e tutti di alta gamma, non penso ci siano grossi problemi nella scelta…
I cataloghi di tutte le marche sono occupati per circa il 70% da sintoCD: vengono sbandierate funzioni, sigle, innovazioni e novità di ogni genere, molte delle quali riguardano proprio la riproduzione del disco. In questo caso, il confronto tra le diverse autoradio è molto difficoltoso, poiché ogni produttore ha le proprie “chicche"… e spesso alcune caratteristiche tecniche sono ad appannaggio di una sola Casa: prendere o lasciare!
Le funzioni a cui secondo me non si deve rinunciare, soprattutto considerando la diffusione capillare dei masterizzatori, sono queste:

  • Sistema antishock: per evitare fastidiose interruzioni dovute al CD che salta quando si percorrono strade dissestate, esistono principalmente due sistemi: la memorizzazione (quando il CD non è leggibile viene sfruttata la memoria) e l'assorbimento meccanico delle vibrazioni. La seconda soluzione è utilizzata per lo più nei cambiaCD dove, grazie al maggior spazio a disposizione, è possibile utilizzare veri e propri ammortizzatori e molle di contrasto. Un sistema, comunque, deve essere presente: è indispensabile.
  • Compatibilità CD-R e CD-RW: ammettiamolo, useremo tutti un masterizzatore per creare i nostri CD: è necessario quindi avere la certezza che la sorgente sarà in grado di leggere i supporti registrabili. Ormai le autoradio sono quasi tutte compatibili con i CD-R, mentre a volte i CD-RW danno dei problemi (non vengono riconosciuti, e viene visualizzata la scritta “NO DISC" o “CANNOT READ").
  • Compatibilità Mp3: anche se i formati audio compressi non garantiscono la stessa qualità di un CD, la possibilità di avere in auto qualche disco con 200 tracce è molto interessante! L'ideale è una sorgente compatibile Mp3 unita ad un cambiaCD, in modo da archiviare sia musica “di quantità" che musica “di qualità". I puristi di fronte ai formati compressi storcono il naso, però la comodità di questa soluzione è davanti agli occhi di tutti, anche se qualitativamente ci si trova di fronte ad un vero e proprio compromesso.
  • CD text: permette di visualizzare sul display il titolo e l'autore della traccia che si sta ascoltando. Come è noto, quando si trasferiscono gli Mp3 su un CD audio è possibile specificare e personalizzare queste voci: la funzione si rivela quindi interessante, anche se non è certo vitale…

Per quanto riguarda i cambiaCD, questi sono lettori multidisco con le stesse peculiarità e funzioni di un lettore da plancia. Un tempo era in commercio un modello Pioneer capace di immagazzinare ben 50CD, il CDX P5000: oggi i modelli più diffusi hanno 6, 10 o 12 dischi.
Di forma squadrata e sempre più compatta, hanno tutti un doppio telaio: il primo sostiene il secondo grazie al sistema di ammortizzamento di cui si è detto in precedenza. I dischi vengono inseriti in una cartuccia asportabile, con o senza carrelli mobili, che viene venduta anche separatamente per permettere di avere più archivi in auto.
Esistono inoltre dei cambiaCD da plancia, di dimensioni 1DIN e capacità fino a 6 dischi: spesso quelli offerti dalle case automobilistiche (compatibili con la sorgente di serie) hanno proprio questa caratteristica e si integrano perfettamente con l'estetica dell'auto.
Grazie ai selettori meccanici, è possibile sia l'installazione verticale che quella orizzontale: solitamente quella orizzontale offre maggiori garanzie di assorbimento delle vibrazioni.
Installare il caricatore sotto il sedile o nasconderlo nel vano bagagli sono strategie ben conosciute dai ladri: non ci sono molte soluzioni davvero efficaci, bisogna solo sperare di non fare questa brutta esperienza, facendo attenzione a dove si parcheggia.
Consiglio infine di non tenere mai in auto CD originali: l'eventualità del furto dell'impianto è purtroppo una realtà, per cui meglio limitare i danni e risparmiarsi la perdita di 240 euro in musica (il valore di 12 dischi). Con un buon programma di masterizzazione si possono ottenere copie di ottima qualità a prezzi irrisori, perfette per l'utilizzo in auto.

L'amplificatore integrato

Qualsiasi amplificatore ha bisogno di molto spazio per funzionare correttamente e offrire una buona qualità audio: spazio per il raffreddamento, per i componenti dei circuiti, per il banco di livellamento, per prevenire i rumori e per isolare lo stadio di alimentazione. Tutti gli amplificatori separati sono voluminosi e necessitano di un'installazione che dia la possibilità di ottenere l'aerazione dei dissipatori, per mantenere la corretta temperatura di funzionamento.
Ogni autoradio (o quasi) integra dei finali di potenza: il tutto insieme al sintonizzatore, il lettore di CD e l'elettronica di gestione…. Ma come può un amplificatore a 4 canali di buona qualità essere “compresso" in uno spazio così ridotto? Semplice, non può! 
Si tratta di amplificatori di scarsa qualità, insufficiente per qualsiasi tipo di installazione. Le Case, per motivi commerciali, puntano molto sul dato della potenza massima, e non è raro vedere cataloghi con scritto, a caratteri cubitali, “4x55W"… Ma questa potenza in realtà è inutilizzabile, perché la si raggiunge con un grado di distorsione inaccettabile: conta invece il dato espresso in Watt RMS, ovvero la potenza continua, che è decisamente più basso (solitamente sulla ventina di watt). Arrendiamoci dunque all'idea che le sorgenti non hanno mai potenze elevate e che la qualità del suono erogato dai finali interni è sufficiente solo per chi non ha ambizioni per il proprio impianto stereo e si accontenta del risultato base.

Fanno eccezione alla regola dei watts massimali, tutte quelle sorgenti che hanno un circuito survoltore integrato. Di fatto la ragione per cui non è possibile superare un tot di potenza con la tensione disponibile in auto, 12 volt ad auto ferma e 13,8 volt con auto in movimento, è proprio il limite imposto dalla tensione disponibile.

Direi che i finali interni potrebbero essere utilizzati solo per l'eventuale fronte posteriore, per creare “ambienza", oppure li si dovrebbe lasciare inutilizzati, a tutto vantaggio della durata della sorgente che non si troverà mai a dover fronteggiare temperature interne elevate. Le uscite RCA permettono di “saltare" l'amplificazione e trasferire il segnale audio a dei finali esterni, di qualità e potenza notevolmente superiore.
In ogni caso, non tutti puntano all'impiantone multiamplificato, per cui vediamo quali dati permettono di confrontare tra loro i finali integrati nelle autoradio:

  • Potenza RMS: può essere espressa a 12 o 13.8-14,1 Volt di tensione. Dati simili a voltaggi differenti non possono essere considerati uguali: quello espresso al minor voltaggio è sempre più elevato (es: 18W a 12V sono molto più che 18W a 14.4V). Basandosi su questa semplice constatazione, è possibile individuare l'amplificatore in grado di erogare la potenza maggiore.
  • Rapporto S/N: dà un'idea della bontà dell'amplificazione, ma può essere misurato con vari sistemi, il che compromette il confronto. In ogni caso, più questo valore è alto e maggiore sarà la qualità del finale.

Per i nostri scopi, più che l'amplificazione, è notevolmente più importante la preamplificazione: il voltaggio delle uscite RCA è un dato molto importante, che deve essere pari ad almeno 2V. Sono sempre più diffuse le uscite a 4V: dato che il segnale risente meno delle interferenze dell'impianto elettrico dell'auto, si ottiene un vantaggio che solo chi ha avuto a che fare con i tipici ronzii nei tweeter può apprezzare. In realtà, un segnale a minor voltaggio può avere una qualità superiore, ma trasferirlo agli amplificatori con un cavo da almeno 3-4 metri può porre problemi che superano di gran lunga il vantaggio iniziale.

La gestione del segnale

Tra le funzioni più interessanti di ogni sorgente, la regolazione del suono è quella che più viene curata dalle Case, che offrono una possibilità sempre maggiore di controllo delle varie frequenze.
E' emblematica l'insistenza nella progettazione di nuove funzioni di enfatizzazione dei bassi (contraddistinte da sigle spesso ridicole), e la diffusa scarsa presenza di regolazioni dei medi! Purtroppo il mercato segue le tendenze, e la voglia di bassi è una costante tra gli acquirenti…
Gli impianti con una taratura magistrale sfruttano il suono puro, con ogni regolazione a zero, “loud" compreso: chi non può permettersi il costo di questi lavori da manuale, o non vuole comunque investire milioni nell'impianto, si trova ad aver bisogno di modificare il suono per ottenere un maggior equilibrio o per avvicinarlo “forzatamente" ai propri gusti personali.
I gruppi di funzioni che più tornano utili sono:

  • Gestione del sub: inutile perdersi in sigle, diverse per ogni Casa, la sostanza è sempre la stessa: poter regolare l'enfasi o l'attenuazione delle frequenze più basse. Specie nelle autoradio con uscita sub, la funzione si rivela interessante: l'ideale è avere la possibilità di spostare la frequenza di taglio e di regolare separatamente la presenza dei 50 e 80Hz. Le sorgenti con un'equalizzazione fine sono poche e costose: decidete voi se ne vale la pena.
  • Gestione della curva di equalizzazione: è facilissimo perdersi in queste regolazioni, ma con un po' di pratica si può trovare l'impostazione che più si avvicina ai nostri gusti musicali. Mi fanno molta paura gli equalizzatori a 30 bande (il mio, da 9, a volte già mi mette in crisi), meglio investire nei crossover personalizzati che spendere centinaia di euro per ottenere questa funzione! Le sorgenti con 5-7 bande regolabili offrono già una discreta possibilità di personalizzazione… senza esagerare, ovviamente.
  • DSP: la sigla indica la presenza di un processore sonoro digitale, un'elettronica in grado di creare ambienti fittizi, ampliare la separazione dei canali, gestire i riverberi ecc, esattamente come fa un PC con una buona scheda audio. Diciamolo subito: è una chicca a cui si può benissimo rinunciare, e tra l'altro è molto criticata dai cultori del Car Hi-Fi perché scombina la taratura dell'impianto e altera il suono. Se ciò che cercate è un impianto in grado di “stupire con effetti speciali", oppure amate la ricostruzione sonora di ambienti molto grandi, si tratta invece della funzione per voi.

Tenete presente che l'equalizzazione, la gestione del sub e l'elaborazione del suono sono funzioni che possono essere svolte anche da elettroniche separate, che nella maggior parte dei casi offrono una qualità e una possibilità di regolazioni ben superiori. Fate bene i conti…

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