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Guide e Articoli
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Le Sorgenti by DelloUn campo fertile di idee
L'evoluzione del design delle autoradio è molto interessante: ogni nuovo catalogo è segnato da un restyling dei modelli affermati, a sostegno del linguaggio formale inaugurato da nuove sorgenti. Ogni anno l'estetica subisce una rivisitazione, con un grande sforzo da parte dei produttori di interpretare l'evoluzione dei gusti dell'utenza e di cercare nuove direzioni in cui sviluppare lo stile del marchio: le novità si susseguono con velocità sbalorditiva (non sono molti i campi in cui gli aggiornamenti del design sono così rapidi) e a volte è difficile starci dietro…
La tendenza che si è affermata negli ultimi anni è quella di stupire: c'è una ricerca frenetica di forme particolari, diverse dal solito, sempre più estreme (tendenza che, tra l'altro, è riscontrabile anche in ambito automobilistico, vedi Renault Megane o BMW Z4). L'integrazione con i sobri cruscotti delle auto non è più sentita come un binario da seguire: ciò che conta davvero è che la sorgente “brilli" (in tutti i sensi) per attrarre l'attenzione su di sé e che abbia forme percepibili come “hi-tech" dalla clientela. Sull'argomento ognuno ha le proprie opinioni, del tutto soggettive ovviamente: c'è chi è affascinato da queste autoradio così particolari e c'è chi invece le trova eccessive. Io penso che l'integrazione col linguaggio formale degli interni dell'auto sia importante e troppo trascurata, però è anche vero che se tutte le autoradio fossero sobrie si giungerebbe ben presto alla stessa mancanza di originalità che c'è stata fino a poco tempo fa nel design automobilistico (tuttora rintracciabile in molti interni). Fortunatamente (dal mio punto di vista) negli ultimi cataloghi sono comparse
delle sorgenti dal design estremamente pulito, essenziale, Hi-End, con un tocco
retrò: si tratta ancora di una “nicchia", ed è uno stile riservato ancora alle
sorgenti di pregio, ma spero che questo modo di concepire l'autoradio, fatto di
materiali ricercati, manopole in alluminio pieno, minimalismo e assenza di
display “psichedelici", abbia successo tra il pubblico e dia l'avvio ad una
nuova generazione di sorgenti. Diversi linguaggi formali, diversi obiettivi commerciali
I colossi dell'elettronica, Sony e Pioneer, sono quelli che più investono nell'immagine moderna dei propri prodotti: le novità estetiche sono vicine in particolar modo ai gusti dei giovani e di tutti coloro che apprezzano lo stile ricercato e futuristico, quindi si tratta di modelli “freschi", che sfruttano tutte le possibilità dell'elettronica per stupire. I display più grandi, fantasiosi e colorati non mancano mai in queste autoradio, così come le forme più “spaziali" dei frontalini (soprattutto Sony, la più “spinta"): è evidente lo spirito “multimediale", il contagio dell'informatica e il desiderio di offrire qualcosa di stupefacente. Ciò che eccede, in certi casi, è l'intrattenimento: all'informazione si sostituisce sempre più lo spettacolo delle grafiche, dei colori e delle animazioni sempre più complesse. Se da una parte tutto ciò è attraente, dall'altra “snatura" il significato del display, che assomiglia sempre più ad un'insegna luccicante di Las Vegas. Certo, si tratta di casi particolari: un po' di animazione e di “vita" non guasta mai, soprattutto quando non compromette la lettura, e bisogna ammettere che fortunatamente il giusto compromesso va ancora per la maggiore (gli eccessi non a tutti piacciono…). Sony e Pioneer, in ogni caso, hanno uno stile ammirabile per il grande sforzo immaginativo e innovativo: spesso i modelli più attraenti presenti dei negozi sono proprio di queste marche, che si distinguono sempre per la grande attenzione al dettaglio grafico e alle finiture più moderne.
Nakamichi, universalmente ritenuta la marca più prestigiosa e d'elite (i prezzi confermano), rappresenta il polo opposto: ha conservato negli anni uno stile semplice ed essenziale, in cui sono la finitura, i materiali utilizzati, la sensazione tattile dei comandi, l'attenzione ai dettagli ecc a testimoniare lo spirito della Casa, dedita alla costruzione di macchine che hanno come unico scopo il suono puro e la sensazione di perfezione. Si tratta della scelta dell'appassionato più esigente, disposto a spendere milioni per ottenere il massimo in commercio: per questo motivo, non c'è particolare che non sia curato nel migliore dei modi, e l'estetica matura si colloca in modo ineccepibile nel contesto dei cruscotti più eleganti. Negli ultimi anni, anche Nakamichi ha fatto un bel passo avanti nel design, presentando la CD 700R: pur mantenendo la sobrietà tipica della casa, è un modello decisamente più moderno, studiato dal punto di vista ergonomico, ricco di particolari di pregio che ne fanno un modello realmente percepibile anche dall'occhio meno esperto come di alta gamma.
Kenwood, dopo un po' di anni di “stagnamento", si è finalmente destata e ha sfornato prodotti dal design decisamente nuovo, magari che non incontra i gusti di tutti ma che ha comunque rinvigorito lo stile del marchio. Ciò che divide il pubblico sono i numerosissimi tasti e la loro disposizione un po' contro tendenza: non si può certo dire che questi modelli siano proprio intuitivi da usare, è necessario un periodo di adattamento (ho posseduto anch'io una Kenwood, lo posso testimoniare). Kenwood è inoltre stata, insieme a Irradio (che addirittura forniva più
frontalini nella stessa confezione dell'autoradio), l'unico produttore a credere
nelle cover intercambiabili, una tendenza che non ha preso piede (non è mai nata
una moda) ma che testimonia la ricerca di soluzioni brillanti per personalizzare
l'estetica dei modelli ed adattarla a quella dell'auto (alcune cover, infatti,
imitavano la radica o la fibra di carbonio). Un curiosità: tra tutti i produttori, Kenwood è stata l'ultima a cedere alla moda di passare, per il controllo volume, dal bilancere alla manopola.
Clarion negli ultimi cataloghi ha maturato un nuovo stile (che sia cambiato il team di progettazione?), molto più elegante e ricercato, caratterizzato da frontalini rivestiti con una copertura in vero alluminio, con una finitura splendida: è interessante notare la politica di questa azienda, che non ha riservato solo ai modelli di punta questa caratteristica ma che ha intelligentemente proposto anche in fascia media la stessa finitura, ottenendo un immediato successo di vendite. Estremamente azzeccata, infine, l'idea di proporre le sorgenti sia nella versione color alluminio (molto di moda) che in quella verniciata in un bel nero opaco (la serie “Serious Black"), un accorgimento che allarga il target dell'azienda e che permette di adattare l'autoradio agli interni dell'auto (o semplicemente ai propri gusti personali). Un appunto va all'illuminazione dei tasti, che nei modelli medi lascia un po' a desiderare (in certi casi è infatti poco omogenea).
Alpine resta una delle Case preferite da tutti gli amanti del Car Hi-Fi: sarà
perché ha sempre proposto modelli di alta qualità, sarà perché ha sempre avuto
un'estetica elegante, sarà perché il suo suono limpido ha sempre ammaliato, sarà
perché… è Alpine. Fatto sta che il fascino del marchio è indiscutibile! Il
modello di punta di questo produttore fa sempre sognare un po' tutti, e l'ultimo
(il “7990" in foto) ha dato vere e proprie lezioni di design: pur innovando,
infatti, non ha perso lo stile e le caratteristiche tipiche di Alpine, al punto
che anche senza vedere il marchio impresso sul frontalino è possibile
riconoscerne la paternità. Da come ne parlo, si capirà benissimo che sono un
grande estimatore di questa Casa, anche se finora non ho avuto ancora il piacere
di montare una di queste autoradio sulla mia auto (ma non si sa mai…) e mi sono
solo potuto limitare ad apprezzarne le caratteristiche nelle auto di conoscenti. Le innovazioni tecnologiche e stilisticheLasciando da parte gli aspetti più tecnici delle meccaniche interne e dei circuiti che le governano, vediamo quali sono le innovazioni più interessanti e i modelli più particolari che animano il mercato delle sorgenti. Con questo approccio, è evidente che la parte più interessante delle autoradio, su cui si concentrano le novità più salienti, si rivela l'interfaccia: da quando è nato il concetto di frontalino, si sono infatti susseguite idee su come sfruttare la possibilità di rimuovere, ruotare, spostare, nascondere o utilizzare diversamente una parte di esso.
Dato che Audiola non è certo tra le case più potenti, è doveroso trattarla per prima: merita il massimo rispetto, perchè è riuscita con pochi mezzi a disposizione a trovare una soluzione che neppure le multinazionali più conosciute hanno pensato. Il modello SCD 344 (un grazioso e originale sintoCD) presenta l'unico frontalino al mondo (a quanto mi risulta) parzialmente asportabile e con funzione di telecomando a infrarossi! L'ergonomia di questo telecomando lascia a desiderare (è troppo piccolo per essere facilmente maneggiato), ma si tratta di un'idea interessante, che meriterebbe uno studio e uno sviluppo maggiore: giungere ad un modello più equilibrato, sarebbe sicuramente possibile. Complimenti comunque ad Irradio per l'inventiva!
La Panasonic ha sorpreso un po' tutti quando ha presentato il mod. CQ-DVR909V : per la
prima volta un altoparlante per canale centrale, con motorizzazione elettrica, è
stato integrato in una sorgente (si tratta di un sintolettore DVD) . Anche se
l'installazione pone qualche problema nei cruscotti in cui il vano
dell'autoradio risulta incassato (cioè se la sorgente non si trova “a filo"
della consolle), c'è comunque da dire che la soluzione è senza dubbio
“originale".
Ecco una un capolavoro di design ed elettronica.
Esistono innumerevoli esempi di meccanismi per la movimentazione del frontalino:
molti di essi meriterebbero di essere approfonditi, ma per evitare di dilungarmi
troppo ho scelto i tre più innovativi e particolari.
Dovessi premiare l'autoradio con il più ingegnoso sistema di movimentazione
elettrica, probabilmente la mia scelta ricadrebbe su questo modello JVC "El
Chameleon".
Infine, come ultimo sistema ho scelto quello adottato dalle autoradio qui sopra:
la Pioneer DEH-P8400MP. Si tratta di un “semplice" slittamento verso
il basso… Ma guardate il risultato: l'interfaccia duplica, diventa grande come
quella di una sorgente “doppio DIN". Notevole il contenuto di design, specie
quello della Clarion, del tutto inedita ed originale nella disposizione e nel
disegno dei vari comandi.
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