I Vari modelli
Tante, troppe proposte…
Finalmente, dopo varie visite a negozi e centri commerciali, abbiamo tutti
gli ultimi cataloghi delle migliori aziende. Vediamo un po': quale sarà
l'autoradio adatta alle nostre esigenze, tra le 300 che abbiamo di fronte?
Un mercato così ampio e variegato mette in crisi qualsiasi acquirente: i modelli
sono molti, il design affascinante, i display attraenti, le sigle delle funzioni
centinaia e incomprensibili… Orientarsi è davvero un'impresa.
Come per ogni acquisto, ci si scontra con il primo, fondamentale, brutale
parametro di scelta: il budget a disposizione. Purtroppo anche la passione più
sfrenata viene piegata dalle disponibilità economiche, e nella maggioranza dei
casi i modelli di punta restano un sogno irraggiungibile (che magari, un
giorno…).
Fino a poco tempo fa, con 300-350.000 lire era possibile acquistare un modello
più che buono per iniziare: per esempio, comprando un sintocassetta di questa
cifra si aveva già una meccanica completamente servoassistita, mentre comprando
un sintoCD si evitavano le sorgenti “entry level" e le marche meno
“rassicuranti". Oggi purtroppo i prezzi sono saliti molto: non è raro dover
spendere 200-250 Euro per una sorgente di pari valore.
Risparmiare troppo sull'acquisto di un'autoradio può essere rischioso: si tratta del primo anello della “catena" Hi-Fi, e se già il primo anello è debole difficilmente sarà possibile allestire un buon impianto. Con ciò non voglio spingere nessuno a spendere cifre enormi, tutt'altro: sorgenti dal costo di diverse centinaia di euro offrono in più solo “sfumature" apprezzabili con un impianto perfetto e un orecchio ben allenato. Credo invece che l'approccio giusto sia quello di analizzare a fondo i contenuti dei diversi modelli, individuando le funzioni davvero indispensabili e il livello qualitativo adatto all'impianto che si ha in mente, in modo da poter confrontare razionalmente le sorgenti simili presenti nei vari cataloghi. Ricordo che salendo di gamma gli allestimenti si arricchiscono a “step" successivi che, a volte, non aumentano la qualità del suono ma solo l'estetica e l'intrattenimento che è in grado di offrire il display (sembra incredibile, ma è così): non è quindi detto che un modello da 300 euro sia inferiore ad uno da 400, spesso ciò che sta dietro al frontalino è la stessa identica meccanica ed elettronica!
L'autoradio di serie

Se si escludono le autoradio montate sulle utilitarie, o i modelli base montati
sulle auto medie, è indubbio che esistano sorgenti originali con caratteristiche
tutt'altro che disprezzabili, soprattutto in quei casi in cui la Casa
automobilistica collabora con produttori Car Stereo (VDO, Becker, Pioneer sono
solo tre esempi).
L'integrazione che queste autoradio offrono è perfetta: la presenza di comandi
integrati nel volante, l'assoluta coerenza col design degli interni, la
possibilità di montare un cambiaCD ben inserito nel fianchetto del bagagliaio
ecc rendono poco conveniente il cambio di sorgente: a volte il cruscotto risente
in modo “tragico" dell'installazione di sorgenti a norme DIN (penso ad esempio
alla Stilo…) e la soluzione migliore è quella di mantenere l'autoradio
originale. Certo, si rinuncia alla “qualità totale", si accetta un compromesso,
ma i vantaggi che ne derivano sono a volte irrinunciabili: i cruscotti delle
berline tedesche, per esempio, hanno ispirato in questi anni tutte le case
automobilistiche grazie ad un design pulito ed essenziale.
L'inserimento di un
oggetto completamente estraneo a questi canoni (quasi tutte le autoradio hanno
grafiche e disposizione dei tasti fin troppo ricercati) ha effetti estetici
disastrosi, senza contare il fatto che i comandi al volante, spesso curatissimi
e ben integrati, perdono la loro funzione.
Come dicevo, esistono comunque sorgenti originali sofisticate, con qualità
costruttive e sonore più che buone, soprattutto nell'ottica di un impianto non
estremo: ricavando il segnale preamplificato, è possibile espandere l'impianto
con amplificatori, subwoofer e qualsiasi altra periferica, conservando nella
propria auto una perfetta coerenza formale.
Le autoradio “after market"

Attualmente il CD è il supporto più interessante per il car stereo: la purezza
del suono, la possibilità di saltare direttamente da una traccia all'altra,
l'assenza di rumori tipici dei supporti analogici, l'ampia gamma di frequenze
registrabili e molte altre caratteristiche interessanti hanno reso vincente la
tecnologia digitale.
I “sintoCD" sono le sorgenti più vendute: le meccaniche antishock e l'utilizzo
della memorizzazione “preventiva" permettono una riproduzione priva di
interruzioni, anche quando le sconnessioni del manto stradale sono notevoli.
In commercio esistono alcuni modelli in grado di immagazzinare fino a 6 CD: sono
veri e propri capolavori, costosi quanto tecnologici, che attraverso la
miniaturizzazione dei componenti, un'efficace sfruttamento degli spazi e
soluzioni tecniche all'avanguardia riescono a “comprimere" in un'unica
elettronica di dimensioni 1DIN un tuner, un cambiaCD e una completa sezione di
amplificazione! Tra i modelli più interessanti, “regna" il Nakamichi MB 75 (tuner,
cambiaCD a 6 dischi con tecnologia “music bank", convertitore a 1 bit e
amplificatore 4x40W), seguito a ruota dall'Alpine 3DE-7887R (tuner, cambiaCD a 3
dischi con caricamento a cartuccia, convertitore a 1 bit, amplificatore 4x40W).
Anche l'italiana Paser, poco conosciuta, ha recentemente presentato una sorgente
multiCD: si chiama Penta, immagazzina 5 dischi e ha un amplificatore che
raggiunge i 4x50W di potenza massima.
Nella scelta di un sintoCD è importante assicurarsi che sia in grado di
riprodurre CD-R e CD-RW: questa caratteristica dà la possibilità di archiviare
in CD personalizzati solo il meglio dei propri album, oppure di comporre CD con
Mp3 scaricati dalla rete (ne discuteremo in seguito).
Negli ultimi cataloghi è inoltre presente una lista sempre più lunga di sorgenti
in grado di leggere gli Mp3 archiviati in un CD senza decompressione: la
possibilità di avere più di 200 brani su un solo disco è senza dubbio
allettante, ma ricordiamoci che la qualità audio di questi file non è
paragonabile a quella delle normali tracce di un CD! Questa funzione può essere
utile per avere in auto una quantità enorme di musica senza masterizzare decine
e decine di dischi, ma non bisogna mai dimenticare che si tratta comunque di un
“compromesso" che si paga in termini qualitativi: un'alternativa di pregio è
sicuramente costituita dall'accoppiata sintoCD e CDchanger, la più diffusa tra
gli appassionati di car stereo.
Se il CD ha ormai preso il sopravvento sulla cassetta, non è detto che scegliere
un sintocassetta sia una soluzione da scartare. Negli anni le meccaniche hanno
raggiunto un ottimo livello qualitativo: i comandi sono ormai completamente
digitali, l'inserimento e l'espulsione della cassetta è elettronico, è possibile
attuare l'avanzamento veloce del nastro con blocco automatico tra una traccia e
l'altra, spesso è possibile anche la funzione “repeat" e “blank skip", ecc. Si
tratta dunque di prodotti evoluti, anche se superati dal punto di vista della
qualità audio, che continuano a presentare caratteristiche interessanti. E se
credete che ormai la cassetta sia superata, sappiate che sta vivendo una seconda
giovinezza, grazie alla sua economicità e all'impareggiabile praticità!
Scegliere il nastro conviene quando si possiede un vasto archivio di musica su
cassette e se non si vuole rinunciare alla possibilità di ascoltarlo in auto.
Oltre a ciò, va detto che solitamente una sorgente a cassette costa (a parità di
qualità costruttiva) meno di una a CD, e spesso gli sconti sono così allettanti
da permettere di scegliere, a parità di spesa, un'autoradio con caratteristiche
superiori. Nel mio caso, per esempio, sfruttando lo sconto sul modello a
cassetta ho potuto scegliere una sorgente che, nella variante CD, costava il 55%
in più… E il resto l'ho investito in un CDchanger a 12 dischi, coprendone la
spesa quasi completamente.
Ovviamente nell'ottica di allestire un impianto ad alta fedeltà questa scelta
controcorrente è giustificata solo se si ha intenzione di installare un cambiaCD:
la presenza di un supporto digitale è irrinunciabile per ottenere un suono che
si avvicini il più possibile alla perfezione.
Un'altra interessante opportunità è quella di acquistare (se la predisposizione dell'auto lo consente) un'autoradio di dimensioni 2DIN: in questo modo è possibile avere a disposizione un lettore di cassette e un lettore di CD che, nei modelli più evoluti, è dotato di changer: si tratta della soluzione più completa che si possa desiderare, però sono poche le auto con questa possibilità e il mercato offre pochi modelli e a costi non proprio contenuti.

Sony è tra le multinazionali dell'elettronica di consumo che più continua a
credere nelle possibilità del minidisc e che più insiste nel proporre questo
supporto, anche se ormai è evidente che l'intenzione iniziale di sfidare il CD
(e soprattutto la cassetta) non ha avuto un esito positivo.
Esso viene proposto puntando sulla maggiore comodità e semplicità di utilizzo
rispetto ad un normale compact, e sulla possibilità di registrare centinaia di
volte senza perdere qualità, al contrario di quanto accade con qualsiasi nastro
magnetico. In altre parole, è concettualmente una sorta di “evoluzione" della
cassetta, registrabile e facile da maneggiare (grazie alla “carenatura" del
disco), con in più tutte le comodità del CD (come ad esempio il salto diretto da
una traccia all'altra).
Il sistema di registrazione è la grossa differenza tra CD e Minidisc: ideato da
Sony, è denominato ATRAC, che significa Adaptive Transform Acoustic Coding, ed è
in grado di immagazzinare un flusso di dati simile a quello di un comune CD (e
quindi digitale) su una superficie notevolmente minore (un MD è più piccolo di
un floppy!).
Lo sforzo economico e tecnologico di Sony ha portato ad un supporto davvero
interessante che ha l'unico limite di avere una qualità audio leggermente
inferiore a quella del CD, in quanto il sistema di registrazione prevede la
compressione del messaggio (è un po' quello che accade con gli Mp3, anche se in
modalità differenti).
Tornando alle nostre sorgenti, conviene comprare un'autoradio a minidisc? Con
l'avvento dei masterizzatori di CD-R, che oggi costano meno di 40 euro e
arrivano a 52x di velocità (anche se la velocità, a dire il vero, può essere
deleteria per i CD audio), il minidisc ha perso quella caratteristica peculiare
(la registrabilità in digitale) che gli conferiva, quando è stato concepito, una
marcia in più. Se avete in casa un sistema Hi-Fi con minidisc integrato, forse
ne vale la pena, considerando che un CDchanger garantirebbe comunque la lettura
dei compact disc.
Al limite, è possibile scegliere un sintoCD con ingresso AUX e procurarsi un
lettore portatile di minidisc, oppure scegliere uno di quei gioielli
dell'elettronica (penso ad esempio al JVC KD-MX2800R) in grado di leggere sia i
CD che i minidisc, il tutto compresso in 1DIN di spazio!

Il sinto Monitor rappresenta una delle soluzioni che più testimonia l'avvento
della multimedialità in auto. Grazie all'utilizzo dell'elettronica più
sofisticata, in una normale predisposizione 1 DIN è possibile installare delle
sorgenti con un monitor LCD che fuoriesce elettricamente. Questo schermo, dotato
di risoluzione e doti di luminosità e contrasto elevati (grazie alla tecnologia
TFT), è perfettamente visibile sia di giorno che di notte, e può essere
utilizzato in vari modi, a seconda delle esigenze. E' possibile sfruttarlo come
monitor del navigatore satellitare, come televisione, come schermo per vedere
film su DVD o VHS, o infine come monitor per consolle (quali la Playstation).
Ovviamente per svolgere tutte queste funzioni può essere necessario installare
delle elettroniche separate, che vanno dal ricevitore TV Pal/NTSC (completo di
antenne amplificate particolari) ai lettori DVD o VHS esterni (oppure CDchanger
con lettura di DVD e VCD), fino ai moduli surround per ottenere un suono da sala
cinematografica (impianto permettendo).
Un modello particolare è l'Autosonik DVA-9690, una sorgente doppio DIN con un
monitor integrato che occupa quasi tutta la superficie del frontalino (non
estraibile): i vari tasti di controllo sono posti lungo il perimetro.

Si tratta, in ogni caso, degli ultimi ritrovati in fatto di “car entertainment". I prezzi sono decisamente elevati: allestire un impianto audio di buone prestazioni che integri questo tipo di sorgenti (e quindi anche le varie elettroniche ed accessori necessari) per ottenere un sistema Dolby® surround (una soluzione del tutto auspicabile nell'ottica del DVD) ha un costo di svariati milioni, un vero e proprio “investimento", purtroppo molto apprezzato anche dai ladri.

Conclude la panoramica un gruppo di sorgenti davvero interessanti, un settore di
mercato in cui regna la Becker: i Sinto Navigatori. Dotati di lettore CD,
utilizzano Cdrom su cui è memorizzata la cartografia stradale informatica
sviluppata negli ultimi anni: impostando il percorso, sono in grado di indicare
passo per passo le strade più veloce da seguire, visualizzando sul display le
indicazioni che vengono supportate da messaggi vocali: un vero e proprio
copilota.
Sia il Sinto Navigatore che il Sinto Monitor escono un po' dal concetto di
sorgente e meriterebbero un approfondimento maggiore che esulerebbe dal
contesto: per questo motivo, ho deciso di parlarne con semplicità senza scendere
in dettagli.
