Ergonomia e uso


Il problema della sicurezza

L'auto, prima che un divertente luogo per intrattenimenti musicali e non, è un mezzo di trasporto. Banale? Certo, eppure spesso ce ne dimentichiamo tutti… La nostra passione per il mondo del car hi-fi è così forte che a volte, guidando, rischiamo di perdere di vista la strada per modificare qualche impostazione dell'equalizzatore, per cambiare il CD, per scegliere l'ambiente del DSP ecc.
Ammettiamolo, quante volte ci capita di perderci in regolazioni guardando alternativamente la strada e il display? Evidentemente, siamo di fronte ad un problema di scarsa sicurezza, dato da uno dei tanti compromessi a cui costringe la creazione di un impianto audio in auto. E non si tratta solo della nostra incolumità, ma anche dei nostri passeggeri e di quelli di ogni auto che ci incrocia…
Ovviamente l'intento di questo testo non è quello di fare delle “prediche" sulle precauzioni da prendere alla guida: credo che tutti sappiamo quanto sia importante non distrarsi al volante, e l'impegno in tal senso è affidato all'intelligenza di chi impugna il volante…

La mia analisi riguarda invece le modalità, le idee e i progetti con cui i Costruttori hanno affrontato il problema: quali soluzioni hanno trovato?
Cominciamo col dire che l'attuale Codice della Strada non prevede l'uso di dispositivi per ridurre il rischio di distrazione durante l'uso di autoradio, e non ci sono leggi che regolamentino in qualche modo la costruzione e l'installazione di interfacce opzionali (pensiamo alle autoradio, gli equalizzatori, i controlli del CD-changer, le unità slave e i DSP ad incasso DIN nel cruscotto). L'unica legge interessante sotto questo profilo è quella che vieta l'uso di televisori visibili dal guidatore con veicolo in movimento a velocità superiore ai 4km/h (in modo da permetterne l'uso in coda); nulla invece obbliga le Case a dotare i veicoli o le sorgenti di accessori di sicurezza (pensiamo, ad esempio, ai joystick e ai comandi al volante) che, tra l'altro, avrebbero un costo esiguo se montati di serie direttamente in catena di montaggio.
Una situazione legislativa di questo tipo finisce con l'affidare alla sensibilità delle case produttrici il compito di cercare soluzioni sempre più efficaci per rendere gli apparecchi veicolari (di qualsiasi tipo) sicuri, facili da usare e immediati nella comunicazione con l'utente.
Purtroppo non sempre le scelte progettuali prese dalle varie Case tengono conto del fattore sicurezza, anche se questo dovrebbe essere un punto fermo della progettazione di qualsiasi elettronica per l'auto. Le tendenze, le mode e la ricerca di forme sempre più particolari hanno infatti un peso maggiore nella logica di mercato che guida le aziende... Specie quelle che cercano in tutti i modi di emergere e guadagnarsi fette di mercato più ampie.

sorgente panasonic

L'estremizzazione dell'estetica a scapito della funzionalità (e quindi della sicurezza) è rintracciabile soprattutto nelle autoradio dei marchi più “commerciali": si noterà che i display stanno diventando sempre più ricchi di animazioni, screensaver, minifilmati, illuminazioni particolari ecc… Mentre la funzione del display dovrebbe essere quella di fornire in modo rapido ed efficace delle informazioni (in modo da ridurre il tempo di distrazione e di rendere più immediato l'utilizzo della sorgente), non quello di intrattenere, dar spettacolo e anteporre l'animazione futuristica alla comunicazione. Il cliente giovane, però, è solitamente attratto da queste sciccherie e ancor più dalla presenza delle funzioni più assurde ed “esclusive" (sempre contraddistinte da sigle hi-tech molto dubbie…) che di fatto lo costringeranno (se mai imparerà ad usarle…) ad un'attenzione prolungata sul display, seguendo menù e sottomenù che distraggono pericolosamente dalla guida.
Certo, questi schermi LCD sono belli, piacciono anche a me, hanno un notevole fascino: chi lo nega? Analizzando razionalmente il loro funzionamento e la loro grafica, però, si noterà che la lettura delle informazioni è stata trascurata, anteponendo a tutto la funzione prettamente scenica: questa tendenza è pericolosa quando viene applicata ad un'elettronica destinata all'utilizzo veicolare, un ambito in cui immediatezza e chiarezza della comunicazione dovrebbero essere primari…

Le soluzioni efficaci

Fortunatamente non tutti i costruttori seguono passivamente il mercato trascurando gli aspetti più importanti dei prodotti: le varie Case hanno progettato delle soluzioni intelligenti, e i risultati più interessanti di questa ricerca sono i telecomandi da applicare alla corona del volante e i joystick da fissare sulla “carenatura" del piantone di sterzo. Le maggiori case automobilistiche hanno recepito questa necessità, e unendo sicurezza e design hanno integrato nei volanti i comandi principali per il controllo dell'impianto audio, con risultati estetici e funzionali di tutto rispetto.

comandi volantejoystickradiocomando

Si tratta di un notevole passo avanti, ma non si è ancora giunti ad un'importante traguardo: quello di raggiungere uno standard unico per un connettore in grado di interfacciare i comandi al volante con qualsiasi autoradio (come accade invece per l'alimentazione e la connessione degli speakers, per cui si è giunti al connettore ISO). Allo stato attuale, non si ha un'effettiva interscambiabilità delle autoradio (anche per questioni di marketing), per cui scegliendo un modello di autoradio differente da quella fornita dalla Casa si rischia, tranne rare eccezioni, di non poter più utilizzare i comandi al volante di serie.
Tornando ai telecomandi forniti insieme alle sorgenti, sono molto diffusi anche i classici modelli “a tavoletta", ovvero quelli simili al telecomandi del televisore, per intenderci. Sono state studiate diverse forme, spesso con ammirevoli studi ergonomici (rintracciabili, però, solo nei modelli più costosi), per permettere all'utente di regolare senza distrazioni (dopo un periodo di adattamento) il maggior numero di funzioni possibile. Il limite di questi telecomandi è quello di non essere fissi: non tutte le auto hanno un portaoggetti a portata di mano che possa contenerli senza farli cadere, e fissare sulla consolle un porta-telecomando può compromettere l'estetica degli interni.
Una soluzione “estrema" è quella che ho visto su un'auto ad un raduno, ma è davvero un caso particolare: il telecomando è stato aperto, e con delle mini saldature è stato collegato un fascio di fili elettrici che si connette con i pulsanti dei comandi al volante di serie; il tutto è stato nascosto, mentre il sensore è stato posto vicino alla leva del cambio, sul tunnel centrale. Se siete appassionati di elettronica e ve la cavate con questi lavoretti… Avete la soluzione che fa per voi.



comandi a volante

Per quanto riguarda l'auto in sé, l'aumento dell'elettronica ha portato alla presenza di innumerevoli funzioni, il cui controllo è stata affidato a nuovi strumenti di gestione. Tra i più complessi (e discussi) c'è il sistema iDrive della BMW, inaugurato dall'ammiraglia “Serie 7": gestisce l'autoradio, il navigatore, il climatizzatore e il computer di bordo, il tutto grazie ad una manopola con possibilità di rotazione e traslazione. Un sistema del genere dovrebbe garantire la massima sicurezza e semplicità di utilizzo delle varie apparecchiature, ma in realtà è così complicato che costringe a guardare i menù che vengono visualizzati sullo schermo (posto sul cruscotto), comportando quindi rischi maggiori. Un miglioramento potrebbe venire dalla nuova versione (montata sulla Serie 6) che proietta le informazioni anche sul parabrezza, come già avviene sulla Chevrolet Corvette.
La nuova frontiera della “comunicazione con l'auto" sembrerebbe comunque essere quella dei comandi vocali: sono pochissime le sorgenti in commercio che possono vantare questa funzione, e ovviamente costano parecchio (diciamolo pure: sono il top di gamma…), ma si tratta comunque di una tecnologia che in un futuro prossimo potrebbe svilupparsi e portare a risultati sorprendenti.
Non solo per il controllo dell'autoradio, ma per la gestione di tutti i servizi elettronici dell'auto.

sorgente integrata

 

La difficile difesa dal furto

Dato che l'attuale legislazione non permette di minare il terreno attorno all'auto (…), ogni automobilista che installa una sorgente non originale incorre in un grosso rischio: il furto della preziosa autoradio.
Si tratta di un'eventualità deprimente: oltre all'autoradio persa, vanno messi in conto i cablaggi tagliati di netto (a volte la parte rimasta è così corta da rendere difficoltosa la riparazione), il cruscotto rovinato, la serratura scassinata e, nel peggiore dei casi, anche i costosi danni alla portiera. A ciò si aggiunge il carico di nervosismo e il senso di impotenza che si prova nel vedere la propria auto, magari protetta dall'antifurto più costoso, “trafugata" da un ladro…
Innumerevoli sono le invenzioni e i brevetti che i vari produttori hanno escogitato per proteggere le autoradio dal furto, ma ancora oggi non si può stare del tutto tranquilli: il problema è ancora irrisolto! Vediamo quali sono stati i tentativi più interessanti, e perché si sono rivelati solo dei deterrenti.

Alla prima generazione di autoradio fisse, che per essere estratte richiedevano la “demolizione" della parte del cruscotto circostante, è seguita quella delle “planciate": erano sorgenti che, per evitare furti, potevano essere estratte in blocco e portate con sé, grazie ad una maniglia a scomparsa, mentre nella consolle rimaneva una “slitta" fissa con le connessioni. Questa soluzione è forse stata l'unica che abbia garantito la necessaria sicurezza, ma era di una scomodità tale che spesso l'autoradio veniva nascosta sotto il sedile… per la felicità dei ladri che ben conoscevano lo stratagemma. Inoltre la presenza di contatti mobili tra la slitta e la sorgente comprometteva la qualità del segnale e richiedeva un'accurata pulizia delle connessioni (sia dallo sporco che dall'ossidazione) per funzionare correttamente. L'eventualità di urti, infine, era un flagello per i sistemi di sgancio…

frontalino motorizzato

Di fronte a questi problemi, si è giunti all'idea di asportare solo una parte dell'autoradio, in modo da rendere inutilizzabile la sorgente in plancia e ridurre ad un oggetto tascabile la parte estraibile: sono nati così i frontalini rimovibili, brevetto italiano, che ancora oggi restano una delle soluzioni più semplici e diffuse. Ce ne sono di diversi tipi: integrali (l'intera interfaccia dell'autoradio è asportabile), parziali (un esempio è dato dai modelli più famosi della Becker) e limitati ad una piccola parte con pochi pulsanti fondamentali (è il caso di molte autoradio di serie). Pur essendo un'idea intelligente, si è rivelata solo un deterrente per i ladri meno organizzati: è nato infatti un traffico illegale di frontalini che permette ai ladri di rubare tranquillamente autoradio prive della parte e rivendere il tutto come usato. Fortunatamente ciò accade solo nel caso sfortunato in cui ci si imbatta in un ladro davvero ben organizzato.

codice sicurezzakeycard

Un approccio simile è quello di molte autoradio Blaupunkt: queste sorgenti funzionano solo con una tessera elettromagnetica che può essere rimossa, su cui vi è un codice-chiave che funziona esclusivamente col modello per cui è stato programmato. L'autoradio, senza tessera, ha una linguetta luminosa che “avverte" i ladri dell'impossibilità di utilizzare la sorgente senza possedere il codice. Ciò che può succedere è immaginabile: le autoradio venivano rubate ugualmente, e per vie traverse venivano rivendute con una tessera funzionante, oppure la presenza del sistema a scheda veniva scoperto solo a furto avvenuto.

Non essendo del tutto efficace l'idea di asportare una parte della sorgente, alcune famose Case hanno cambiato direzione, cercando di celare la presenza dell'autoradio nascondendo il frontalino. E' celebre l'esempio di Kenwood, una delle prime ad aver escogitato un sistema a ribaltamento, denominato “Mask": quando si spegne l'auto, il frontalino ruota di 180° sull'asse orizzontale, mostrando la parte retrostante perfettamente liscia e anonima che, un po' ottimisticamente, imita un vano DIN privo di autoradio e chiuso da un coperchio in plastica. In seguito il sistema si è evoluto, ed è stato denominato “Mask +": al ribaltamento si è unita la possibilità di asportare il frontalino, mentre un portachiavi fornito con l'autoradio “dialoga" con essa e le permette di funzionare solo se è entro pochi metri di distanza. Un ottimo deterrente, ma non tutti i ladri sanno dell'esistenza del portachiavi, per cui potrebbero accorgersene solo dopo aver rubato la sorgente e aver danneggiato il cruscotto.

frontalino scomparsa

La via di nascondere l'autoradio è stata seguita anche da Sony, JVC e Alpine (cito i tre sistemi più interessanti): la prima ha ideato l'"Active Black Pannel", un bel frontalino completamente nero lucido che svolge esclusivamente la funzione di display (i comandi sono sull'altro lato); la JVC ha progettato la serie “Flat Face", con tasti retrattili (il sistema è ingegnoso e molto spettacolare), che spenta è completamente liscia e opaca; Alpine, invece, ha avuto l'idea (davvero sorprendente) di far ruotare il frontalino di 90° e ritrarlo all'interno della sorgente, che ne appare priva (il modello si chiama “CDA 7969R", il brevetto invece “Fantom"). Nei primi due casi è ovvio che si tratta di deterrenti che possono ingannare solo i ladri più inesperti e poco informati; nel terzo, invece, si torna al problema delle autoradio con frontalino estraibile: anche una sorgente che ne è priva è oggetto di furti, e la bellissima Alpine spenta sembra proprio una comune autoradio senza pannello!

Esistono sicuramente altri sistemi possibili o già applicati (si susseguono in continuazione novità in tal senso), ma la verità è che l'unico modo per diminuire le situazioni di rischio è quella di stare attenti a dove si parcheggia l'auto, evitando i luoghi bui e nascosti allo sguardo pubblico: i frontalini estraibili, ribaltabili, mimetizzabili o altro, sono una garanzia in più solo contro tutti i ladri senza organizzazioni alle spalle.

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