Tu sei qui

Disturbi elettrici e ronzii come fare

Ritratto di mariopg
Inviato da mariopg il Dom, 02/08/2015 - 13:07

Vedi tutto su:

Fra i più complicati inconvenienti tecnici possiamo certamente annoverare i fastidiosi ronzii, bump e interferenze varie causate dai dispositivi elettrici dell'auto e riprodotti dall'impianto audio di bordo.

La casistica al riguardo è talmente varia che è veramente difficoltoso dare dei suggerimenti specifici per ogni evenienza.
In questo articolo mi limiterò a darvi dei suggerimenti generali che spero possano aiutarvi a darci indicazioni utili per poter centrare la soluzione.

Le interferenze dell'impianto elettrico dell'auto, in un modo o nell'altro, sono sempre in circolo e non possono essere eliminate ma solo scaricate a massa. Partendo da questo presupposto è chiaro che la prima precauzione è assicurarsi di mettere bene a massa ogni elettronica dell'impianto.

La massa equipotenziale.
La scocca dell'auto, da una prova pratica eseguita da un'autorevole rivista, mediamente ha una conducibilità più che sufficiente ad assicurare che i vari punti di massa abbiano una differenza minima di potenziale.
Adesso non ricordo bene ma la struttura in lamiera dell'auto equivale ad un grosso cavo in rame che mai nessuno si sognerebbe di stendere tra la batteria e le elettroniche.
Da questo punto di vista siamo a posto a condizione di ottenere un buon contatto con il telaio dell'auto, a questo scopo è assolutamente necessario sverniciare il punto in cui andiamo a fissare il cavo di massa sicuramente terminato con occhiello a crimpare.

Il punto migliore dove fissare il cavo è la massa comune dell'impianto elettrico dell'auto che generalmente è presente nel baule sotto i rivestimenti in moquette o plastica.

In mancanza della massa comune dell'auto individuare un punto in cui la lamiera è spessa, assicurarsi che il foro da praticare non vada a bucare, serbatoio carburante, tubi impianto frenante o altro, praticare un foro, sverniciare la parte quindi fissare il cavo con una vite autofilettante.

La massa delle elettroniche.
Per collegare un singolo amplificatore a massa utilizziamo uno spezzone di cavo che abbia almeno 6mm di sezione, facciamo in modo che lo spezzone non sia troppo lungo ( si può arrivare anche a 1 metro a condizione che il cavo sia ben fissato ma è meglio non superare i 30 cm).
Alcuni ampli hanno il telaio collegato al negativo e può capitare di fissare l'ampli direttamente sulla lamiera, in questo caso è possibile che si formi un anello di massa fra il contatto negativo che riceve la massa dal cavo ed il telaio dell'ampli che prende la massa direttamente dalla struttura dell'auto.
Una simile condizione è da evitare sempre: assicuratevi che ogni elettronica riceva la massa da un solo punto cioè dal morsetto negativo predisposto a tale scopo.

Il positivo delle elettroniche.
La sorgente possiamo tranquillamente collegarla ai cavi originali dell'auto. Ormai le moderne vetture hanno cavi di sezione adeguata, protetti da fusibile e terminati (nella maggior parte dei casi) con spinotto a norme ISO, non c'è ragione di cercare soluzioni alternative a meno che non si stia preparando un impianto da gara dove sarà rilevato anche il rumore di fondo residuo.
In caso di vettura datata sarà bene fornire la massa con cavo di almeno 2 mm ben fissato alla lamiera in un punto vicino e positivo prelevato dalla batteria, previo inserimento di fusibile a protezione del cavo stesso, questo cavò potrà avere fino a 4mm di sezione di più non serve.
Inutile ricordare che gli amplificatori devono ricevere il positivo da un cavo di adeguata sezione collegato alla batteria, non fatevi venire in mente di derivare il cavo dalla scatola fusibili perché è una fonte di rumore e, molto spesso, non è previsto che possa reggere carichi extra (tranne che state installando un amplificatore di modesta potenza).

L'impianto elettrico dell'auto e la batteria.
Spesso i ronzii sono causati o da una batteria ormai da buttare o da problemi derivanti dal collegamento a massa del negativo batteria.
Una batteria esausta alza enormemente la sua resistenza interna (quando la batteria è nuova la sua resistenza si aggira su 0,5:0,3 ohm) questo fa si che le elettroniche "vedano" come sorgente preferenziale l'alternatore e che l'azione di filtro della batteria sia debole ed è facile percepire ronzii che magari prima non c'erano.
Il negativo della batteria è collegato tramite cavo rigido, in primo luogo al telaio dell'auto e poi tramite calza flessibile al monoblocco del motore, quest'ultimo collegamento assicura la corrente di spunto che serve al motorino d'avviamento.
Può capitare che il primo contatto - quello sul telaio dell'auto - sia eccessivamente ossidato o che si sia allentato il bullone di tenuta (mi è capitato spesso) è buona norma verificare il punto di contatto specialmente se siamo sicuri di avere una buona batteria e vediamo i fari "ballare a tempo di musica".
A proposito di fari che ballano a tempo di musica: nelle auto di piccola cilindrata è normale che installando impianti molto potenti con due o più amplificatori, la batteria non regga il carico ma se abbiamo un solo ampli ed un impianto semplice è molto probabile che carichi estremi - come un subwoofer collegato a 2 ohm - possano provocare l'effetto psichedelico. Anche se per brevissimi instanti, infatti, un buon amplificatore capace di reggere carichi di due ohm può richiedere correnti talmente elevate da provocare cadute di tensioni significative, in questi casi l'uso di un super-condensatore può essere di giovamento anche se non risolve completamente il problema.

Il piatto forte é il loop di massa.

Il loop di massa (anello di massa) si verifica quando su una linea di segnale esistono due punti collegati a massa.
Un esempio classico e ci capiremo subito.
Le vecchie sorgenti - andiamo indietro a più di 10 anni - avevano le uscite del segnale musicale ( i famosi RCA ) NON a massa. Allo stesso tempo gli amplificatori che erano meno sofisticati, necessitavano di un punto di massa ad equipotenziale e quindi avevano anche l'ingresso del segnale (quello dove si collegava l'equivalente del cavo pre-out moderno) a MASSA.

Come vedete lungo la linea c'era un solo punto a massa ed il loop era scongiurato. Poi le sorgenti cambiarono e le loro uscite RCA furono collegate a massa comune. Qualcuno che possedeva vecchi ampli pensò di sfruttarli con la nuova radio ed ecco che la frittata era fatta: RCA della sorgente a massa e ingresso dell'ampli a massa assicuravano un loop talmente efficace che bastava aprire lo sportello per percepire il classico sckoc causato dall'accensione della luce di cortesia (non proprio dalla lampadina ma dal pulsante che stabiliva il contatto elettrico).

Ma perché oggi non abbiamo problemi a collegare un ampli? Semplice, perché sono cambiati anche gli ingressi dei moderni amplificatori. Adesso gli ingressi RCA degli ampli non sono più collegati a massa ma fanno capo ad un circuito di ingresso che prende il nome di amplificatore differenziale che è capace di operare privo di riferimento a massa; quindi, oggi abbiamo sorgenti con uscite pre-out con riferimento a massa e amplificatori con ingresso segnale non a massa.

Se andate a verificare un crossover elettronico vi accorgerete che presenta gli ingressi non a massa e le uscite collegate a massa, proprio per mantenere inalterato il principio che lungo una linea non devono esserci due punti a massa.

L'anello di massa si può verificare anche lungo la linea di alimentazione? Si, lo abbiamo visto prima nel caso di un ampli collegato con il suo telaio posizionato sulla lamiera dell'auto, nel qual caso l'ampli avesse il telaio collegato al negativo il loop può insorgere poiché stiamo fornendo il contatto di massa da due diversi punti.

Mi è capitato di installare un crossover elettronico sotto l'ampio sedile posteriore di una Fiat Tipo e, quella volta, pensai di collegare il morsetto negativo del crossover elettronico allo stesso punto di massa dove avevo collegato gli amplificatori. Giusto, direte voi! NO, sbagliato e me ne sono reso conto dopo aver fatto mille prove. Il crossover elettronico aveva il telaio collegato al negativo ed io lo avevo fissato con un paio di viti alla lamiera. Nel qual caso, stavo fornendo la massa da due punti diversi, uno il cavo l'altro il telaio.
Ho individuato il problema con la solita semplice tecnica, provare a staccare i punti di massa che possono essere scollegati (non certo il punto di massa di un ampli ma quello di un crossover elettronico può essere scollegato per fare una verifica). La soluzione: ho collegato il cavo alle stesse viti che fissavano il telaio.

Il ronzio del motore captato per induzione.

Il primo suggerimento è quasi sempre di spostare la prolunga RCA in modo che sia lontano dai cavi di alimentazione dell'auto e dell'impianto. Il suggerimento è adeguato poichè a causa della fretta avete fatto un bel fagotto con cavi altoparlanti, cavo di corrente e prolunga pre-out e l'avete sistemati sotto la moquette. In effetti le prolunghe pre-out, in specie quelle non schermate ed economiche, possono captare per induzione elettromagnetica le spurie che sono presenti nel circuito elettrico dell'auto. Non stiamo parlando di corrente continua ma di tutti quei segnali impulsivi che non mancano in qualsiasi auto. Il rimedio, ovviamente, è tenere lontana la prolunga pre-out (almeno 10 cm) dai cavi di corrente.
La vicinanza dei cavi altoparlanti non mi ha mai causato ronzii avvertibili ma ove possibile è meglio tenere lontani anche quelli.
Stesso discorso vale per il tratto di prolunga pre-out che attraversa i meandri del cruscotto, cercate di tenerla lontana da centraline e dispositivi elettrici.
E' anche opportuno che il tratto finale della prolunga pre-out non sia troppo vicino all'amplificatore, magari di lato lungo tutta la sua lunghezza, poichè è possibile che capti il ronzio del survoltore interno all'ampli.

So che avete fatto mille prove e avete ancora dei dubbi. Come ho suggerito in apertura, i problemi possono essere tanti e tali che è impossibile prospettarli tutti.

Se avete domande lasciate un commento e se possibile vedremo di risolvere insieme.

Ti potrebbe interessare anche